Incendi boschivi 2026: dal 15 giugno stato di grave pericolosità in Puglia e Campania — obblighi e sanzioni per i proprietari

Proprietario esamina terreno secco in Puglia durante il periodo di grave pericolosità per incendi boschivi 2026
5 min di lettura 11 giugno 2026

Dal 15 giugno scatta lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi

La stagione degli incendi 2026 è ufficialmente aperta. Dal 15 giugno, Puglia e Campania hanno dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi su tutto il territorio regionale — e con esso una serie di obblighi, divieti e sanzioni che riguardano direttamente i proprietari di terreni, fondi rustici e aree incolte. Se possiedi un appezzamento nelle regioni interessate, le prossime settimane richiedono attenzione immediata.

Cosa significa "stato di grave pericolosità" per gli incendi

Lo stato di grave pericolosità è uno strumento previsto dalla Legge quadro sugli incendi boschivi n. 353/2000, che consente alle regioni di adottare misure straordinarie di prevenzione durante i periodi a più alto rischio di innesco e propagazione degli incendi.

In Puglia, il periodo dichiarato copre dal 15 giugno al 15 settembre 2026, con possibilità di proroga in caso di condizioni meteorologiche avverse. In Campania lo stato di allerta durerà fino al 30 settembre 2026.

Durante questo periodo entrano in vigore divieti specifici applicabili su tutto il territorio regionale:

  • Accensione di fuochi in aree aperte, nei boschi o in prossimità di vegetazione secca
  • Utilizzo di apparecchiature che producono scintille o fiamme (smerigliatrici, saldatrici, decespugliatori con scarico caldo sulla vegetazione)
  • Impiego di materiale pirotecnico in aree a rischio
  • Abbandono di rifiuti nelle aree naturali, nei margini di strada o in campagna
  • Combustione di residui vegetali agricoli e forestali

Gli obblighi dei proprietari: cosa doveva essere fatto entro il 15 giugno

Molte ordinanze comunali in Puglia e Campania fissavano al 15 giugno 2026 il termine per eseguire le opere di difesa passiva. Chi non ha ancora provveduto si trova in una situazione di potenziale inadempienza e, in caso di controllo o — peggio — di incendio originato dal proprio terreno, rischia conseguenze concrete.

I proprietari, conduttori e gestori di fondi rustici, aree incolte o abbandonate sono tenuti a:

  1. Arare, diserbare o ripulire le zone di terreno confinanti con aree boscate, abitazioni, strade, ferrovie e autostrade
  2. Creare fasce tagliafuoco che impediscano la propagazione delle fiamme
  3. Eliminare la vegetazione secca da cortili, giardini, pertinenze e zone adiacenti a edifici
  4. Segnalare tempestivamente qualsiasi principio di incendio alle autorità (112 o 1515, il numero del Corpo Forestale dello Stato)

L'obbligo non riguarda solo i grandi proprietari terrieri: si applica anche ai privati che possiedono piccoli appezzamenti, giardini rustici o terreni incolti ereditati — spesso trascurati proprio perché non vengono percepiti come "aziende agricole".

Le sanzioni per chi non rispetta le prescrizioni

Le conseguenze dell'inadempienza possono essere significative. La violazione dei divieti e delle prescrizioni regionali prevede sanzioni amministrative da 1.032,91 euro a 10.329,14 euro.

Ma le sanzioni economiche dirette sono solo una parte del rischio. Se un incendio si propaga da un terreno non messo in sicurezza, il proprietario può essere ritenuto responsabile civilmente per i danni causati a terzi — abitazioni vicine, colture, infrastrutture — e, in presenza di negligenza grave o dolo, penalmente.

La responsabilità civile del proprietario per danni da incendio può coprire costi di estinzione, rimboschimento, risarcimento dei vicini e indennizzi assicurativi. Senza un'adeguata copertura assicurativa, le cifre possono raggiungere decine di migliaia di euro.

Come spiegato nell'analisi del caso di incendio a Pisa, le responsabilità legali dei proprietari in questi eventi sono spesso sottovalutate — e intervenire prima, con la consulenza di un avvocato, è quasi sempre più economico che farlo dopo un sinistro.

Se hai già ricevuto una comunicazione dalle autorità

Non ignorare i verbali o le comunicazioni amministrative ricevute dai comuni o dalla regione. In materia di sanzioni amministrative, i tempi per presentare opposizione sono stretti: generalmente 60 giorni dalla notifica del verbale o dell'ordinanza.

Un avvocato specializzato in diritto amministrativo può:

  • Verificare la legittimità della sanzione e la corretta notifica
  • Valutare se esistono cause di esclusione della responsabilità (es. stato del terreno non rilevato, assenza di colpa nel caso di incendio doloso di terzi)
  • Assistere nella presentazione dell'opposizione davanti al Giudice di Pace o al TAR

Su ExpertZoom puoi trovare avvocati specializzati in diritto amministrativo e ambientale disponibili per una prima consulenza anche da remoto — utile per chi deve capire in tempi rapidi la propria posizione rispetto agli obblighi in vigore nel proprio comune.

Cosa fare adesso: una guida pratica

Se possiedi un terreno nelle zone interessate e non hai ancora completato le opere di pulizia, la priorità è agire subito.

Primo passo: verifica se il tuo comune ha emesso un'ordinanza specifica, scaricabile dal portale del comune o dal sito della regione. Non tutte le ordinanze sono identiche: alcune includono obblighi aggiuntivi rispetto alle disposizioni regionali generali.

Secondo passo: documenta le opere eseguite con fotografie datate e, se possibile, con una dichiarazione scritta del professionista o dell'artigiano che ha eseguito i lavori. La documentazione è fondamentale in caso di contestazione.

Terzo passo: verifica la tua polizza assicurativa sulla responsabilità civile per il fondo rustico. Molte polizze casa e terreni escludono i danni da incendio colposo originato dalla propria proprietà verso terzi. Un consulente legale può aiutarti a valutare se sei adeguatamente coperto.

Quarto passo: in caso di dubbi sulla portata degli obblighi specifici per la tua tipologia di terreno o zona, chiedi una consulenza a un professionista prima che arrivi un controllo o, peggio, un incendio.

Il contesto: perché 2026 è un anno ad alto rischio

Il trend degli incendi boschivi in Italia è in crescita. Le estati sempre più calde e siccitose stanno allungando la stagione a rischio e ampliando le zone vulnerabili — non solo il Sud, ma sempre più anche Toscana, Lazio e parte del Centro Italia. La dichiarazione precoce dello stato di grave pericolosità da parte di Puglia e Campania riflette questa consapevolezza.

Chi trascura gli obblighi di manutenzione non espone solo il proprio terreno: mette a rischio l'intero territorio circostante. La pulizia del fondo è un lavoro di poche ore. Le conseguenze legali e patrimoniali di un incendio originato da un terreno trascurato possono durare anni.

Nota: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la consulenza di un professionista legale. Per valutare la tua situazione specifica rispetto agli obblighi in vigore nella tua regione, rivolgiti a un avvocato specializzato.

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