«Buongiorno» su WhatsApp: perché le immagini a catena possono nascondere truffe e malware

Anziana signora italiana guarda preoccupata immagini buongiorno su WhatsApp al mattino
4 min di lettura 19 luglio 2026

Ogni mattina milioni di italiani aprono WhatsApp e trovano la stessa cosa: fiori, paesaggi, gattini e la scritta «Buongiorno». Nel 2026 il rituale del "buongiornissimo" resta una delle abitudini digitali più diffuse del Paese, tanto che la parola continua a comparire tra le ricerche più frequenti del mattino. Dietro un gesto affettuoso, però, gli esperti di sicurezza informatica segnalano un problema concreto: le immagini inoltrate a catena sono uno dei veicoli preferiti da chi diffonde link truffa, malware e catene di disinformazione, e le vittime più esposte sono spesso le persone anziane.

Un fenomeno tutto italiano che pesa sulle reti

Il flusso quotidiano di immagini "buongiorno" è talmente imponente da essere diventato un caso di studio. Già negli anni scorsi era emerso che una quota rilevante del traffico dati generato da alcuni utenti fosse composta proprio da fotografie e GIF di saluto reinoltrate più volte, spesso salvate automaticamente sul telefono e mai cancellate. Il risultato: memorie piene, smartphone lenti e, soprattutto, un enorme volume di contenuti che circola senza alcun controllo sulla fonte.

Il punto non è il saluto in sé, che resta un gesto sociale positivo, ma il modo in cui questi contenuti viaggiano. Un'immagine inoltrata decine di volte perde ogni tracciabilità: nessuno sa chi l'abbia creata, se contenga un link nascosto o se sia stata modificata lungo il percorso.

Perché i cybercriminali sfruttano le catene del mattino

Chi progetta truffe online sa che le catene di messaggi hanno un vantaggio enorme rispetto a un'email sospetta: arrivano da un contatto conosciuto. Se la zia, il vicino o un vecchio compagno di scuola inoltra un'immagine con un link, la guardia si abbassa. È il meccanismo della fiducia trasferita, e funziona.

I rischi più comuni segnalati dagli esperti sono tre. Il primo è il phishing camuffato da auguri: un'immagine accompagnata da un link che promette un premio, un buono spesa o un video speciale, e che in realtà porta a una pagina costruita per rubare credenziali o dati della carta. Il secondo è il malware, distribuito attraverso finti aggiornamenti o app di "cartoline animate" da installare al di fuori degli store ufficiali. Il terzo è la disinformazione, con false notizie confezionate come messaggi affettuosi per aggirare il senso critico di chi legge.

Le dinamiche non sono diverse da quelle già viste in altre truffe recenti: dalle finte comunicazioni bancarie legate a operazioni di fusione tra istituti, fino ai falsi avvisi sul canone. Cambia il contesto, ma lo schema è sempre lo stesso: un pretesto rassicurante e un link da cliccare.

Gli anziani sono il bersaglio principale

Le persone over 65 rappresentano il gruppo più vulnerabile, e non per mancanza di intelligenza. Molti hanno iniziato a usare lo smartphone da adulti, senza aver mai ricevuto un'alfabetizzazione digitale strutturata. Non riconoscono la differenza tra un contatto affidabile e un link malevolo, e tendono a fidarsi di ciò che ricevono da familiari o amici.

A questo si aggiunge un fattore emotivo: per molte persone sole, l'invio e la ricezione di immagini "buongiorno" è un modo per sentirsi in contatto con gli altri. Proprio questo bisogno di relazione rende più difficile chiedere loro di diffidare dei messaggi ricevuti. La soluzione non è vietare il rituale, ma renderlo più consapevole.

Come riconoscere un'immagine pericolosa

Alcuni segnali dovrebbero far scattare l'allarme. Un'immagine di saluto che contiene un link è quasi sempre sospetta: gli auguri autentici non hanno bisogno di rimandare a un sito esterno. Attenzione anche ai messaggi che invitano ad "aggiornare WhatsApp" tramite un collegamento, a scaricare app di cartoline da fonti sconosciute, o che promettono regali in cambio dell'inoltro ad altri contatti.

La regola d'oro resta una sola: non cliccare mai su un link ricevuto in un'immagine a catena, anche se proviene da una persona fidata. Nel dubbio, è meglio chiamare direttamente il contatto e chiedere conferma. Le indicazioni ufficiali su come segnalare truffe e messaggi sospetti sono disponibili sul portale della Polizia Postale, il Commissariato di P.S. online, che raccoglie anche gli avvisi aggiornati sulle campagne di phishing in corso.

Il ruolo dell'esperto informatico

Quando il danno è già fatto — un link cliccato, un'app installata, un account compromesso — l'improvvisazione peggiora spesso la situazione. Un consulente informatico può intervenire in modo mirato: verificare se il dispositivo è stato infettato, rimuovere applicazioni malevole, ripristinare la sicurezza degli account e configurare correttamente le impostazioni di privacy di WhatsApp, come il download automatico dei contenuti e i controlli sull'aggiunta ai gruppi.

Ancora più utile è l'intervento preventivo. Molte famiglie stanno chiedendo a tecnici informatici una vera e propria "messa in sicurezza" degli smartphone dei genitori o dei nonni: disattivazione dei download automatici, installazione di un antivirus affidabile, blocco delle installazioni da fonti sconosciute e una breve formazione pratica su come distinguere un messaggio innocuo da uno pericoloso. Poche accortezze che riducono drasticamente il rischio.

Un saluto che può restare sicuro

Il "buongiorno" del mattino non deve sparire. È un pezzo di cultura digitale italiana e, per molti, un ponte affettivo prezioso. Ma nel 2026, con truffe sempre più sofisticate e mirate proprio agli utenti meno esperti, vale la pena trasformare un'abitudine automatica in un gesto consapevole.

Bastano tre passi: non cliccare sui link ricevuti nelle immagini, verificare sempre la fonte prima di inoltrare, e chiedere l'aiuto di un professionista quando qualcosa non torna. Così il saluto resta ciò che deve essere — un augurio sincero — e non diventa la porta d'ingresso per chi vuole approfittarne.

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