Affidopoli: 27 indagati a Pesaro e la nuova accusa di peculato per Ricci — cosa dice la legge

Palazzo municipale italiano con documenti legali, simbolo del sistema giudiziario

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4 min di lettura 16 maggio 2026

L'inchiesta "Affidopoli" di Pesaro, nata da un'indagine giornalistica de Il Resto del Carlino nel luglio 2024, ha raggiunto una nuova svolta nel 2026. Gli indagati sono saliti a 27, e l'ex sindaco Matteo Ricci — oggi europarlamentare del Pd — ha ricevuto una nuova accusa: peculato. Secondo la Procura di Pesaro, fondi comunali sarebbero stati usati per pagare un videomaker che seguiva il tour politico "Pane e politica" di Ricci nel 2024, in coincidenza con la sua campagna per le Europee.

Ricci respinge ogni addebito. Ma il caso Affidopoli — ormai entrato nel dizionario Treccani come termine della cronaca politica italiana — è diventato un caso emblematico che pone domande concrete: cosa prevede la legge italiana per chi viene accusato di peculato? E cosa possono fare i cittadini quando sospettano che i soldi pubblici vengano mal gestiti?

Cosa dice il Codice Penale sul peculato

Il peculato è disciplinato dall'art. 314 del Codice Penale italiano. Si tratta di un reato proprio, che può commettere solo un pubblico ufficiale o un incaricato di pubblico servizio, e consiste nell'appropriarsi di denaro o altra cosa mobile di proprietà della pubblica amministrazione che si ha in possesso per ragioni del proprio ufficio.

La pena prevista è la reclusione da quattro a dieci anni e sei mesi. Si tratta di uno dei reati contro la pubblica amministrazione più gravi del codice italiano, affiancato a corruzione, concussione e abuso d'ufficio.

La distinzione tra peculato e altre fattispecie simili è tecnica ma rilevante:

  • Peculato: il pubblico ufficiale usa risorse che già detiene legittimamente, ma per scopi personali o non istituzionali
  • Truffa aggravata: implica un inganno per ottenere un vantaggio
  • Abuso d'ufficio (reato fortemente ridimensionato dalla Riforma Nordio del 2023): il pubblico ufficiale agisce intenzionalmente per favorire o danneggiare qualcuno

Nel caso di Ricci, l'accusa di peculato riguarderebbe l'uso di risorse del Comune di Pesaro per pagare la prestazione professionale di un videomaker al servizio di un tour di carattere politico-elettorale, non istituzionale. L'importo contestato è di circa 10.300 euro più IVA.

I diritti di chi è indagato: presunzione di innocenza e garanzie difensive

Un aspetto spesso trascurato nel dibattito pubblico è che essere indagati non equivale a essere colpevoli. La presunzione di innocenza è garantita dall'art. 27 della Costituzione italiana e dall'art. 6 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Le garanzie fondamentali per un indagato includono:

  • Diritto al silenzio: un indagato non è obbligato a rispondere alle domande della Procura
  • Diritto alla difesa: può nominare un avvocato fin dal primo atto investigativo
  • Diritto all'avviso di garanzia: deve essere formalmente informato della natura dell'accusa prima di qualunque interrogatorio
  • Diritto alla discovery: nel rispetto dei termini di legge, ha accesso agli atti dell'indagine che lo riguardano

Nel processo per peculato, la fase dibattimentale è preceduta dall'udienza preliminare, in cui il GUP (Giudice dell'Udienza Preliminare) decide se rinviare a giudizio o prosciogliere. Un avvocato specializzato in diritto penale può fare la differenza proprio in questa fase.

Cosa possono fare i cittadini di fronte alla corruzione nella pubblica amministrazione

Il caso Affidopoli ha dimostrato che il giornalismo d'inchiesta è uno strumento fondamentale contro la corruzione. Ma i cittadini non devono aspettare che lo faccia un giornale.

Esistono strumenti legali precisi per segnalare irregolarità nelle pubbliche amministrazioni:

  1. Segnalazione all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione): chiunque può presentare un esposto all'ANAC, che ha poteri ispettivi su tutti gli enti pubblici italiani
  2. Esposto alla Procura della Repubblica: la Procura competente per territorio può ricevere segnalazioni di reati da chiunque
  3. Whistleblowing (D.Lgs. 24/2023): i dipendenti pubblici e privati che segnalano illeciti sono protetti da ritorsioni dalla legge sul whistleblowing, recepita in Italia nel 2023
  4. Azione popolare (in materia amministrativa): in alcuni casi, i cittadini possono ricorrere al TAR per atti della PA illegittimi
  5. Danno erariale alla Corte dei Conti: chiunque può esporre fatti che hanno causato danno alle finanze pubbliche

Il caso Affidopoli riguarda anche la questione degli affidi — l'affidamento di minori a famiglie esterne — che è uno dei settori più delicati del diritto di famiglia. Se il sistema degli affidi fosse stato manipolato per favorire persone collegate a determinate associazioni, le famiglie coinvolte potrebbero avere il diritto a ricorrere in sede civile o amministrativa.

Quando rivolgersi a un avvocato

I casi di corruzione nella pubblica amministrazione hanno ramificazioni legali che possono toccare singoli cittadini in modi inaspettati:

  • Enti del Terzo Settore che hanno ricevuto fondi in modo irregolare possono vedersi richiedere la restituzione
  • Dipendenti pubblici che hanno eseguito ordini illegittimi in buona fede possono avere bisogno di tutela
  • Famiglie affidatarie o in affido che scopre di essere state parte di un sistema irregolare possono avere diritti risarcitori

In tutti questi casi, un avvocato penalista o amministrativista specializzato in diritto della pubblica amministrazione è la figura giusta a cui rivolgersi. Puoi trovare professionisti qualificati su ExpertZoom, con accesso a legali verificati in tutta Italia.

L'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) mette a disposizione sul suo sito gli strumenti per presentare segnalazioni, consultare le normative anticorruzione vigenti e verificare i piani di prevenzione degli enti pubblici: anticorruzione.it.

Il confine tra inchiesta giornalistica e giustizia penale

L'inchiesta di Affidopoli mostra il percorso che un'indagine giornalistica può compiere prima di diventare un'indagine penale. Il Resto del Carlino ha pubblicato i documenti nel luglio 2024, la Procura ha aperto il fascicolo, e oggi ci sono 27 indagati.

Questo non significa che tutti gli indagati siano colpevoli. Significa che la macchina della giustizia italiana è in movimento, con tutte le garanzie che questo comporta — e con tutti i rischi reputazionali e legali per chi si trova coinvolto, anche indirettamente.

Conoscere i propri diritti, in questi contesti, non è un optional. È il punto di partenza.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono parere legale. Per valutare la propria situazione specifica, consultate sempre un avvocato qualificato.

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