Il professor Giuseppe Curigliano, direttore della Divisione di Sviluppo Nuovi Farmaci per Terapie Innovative all'Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, è protagonista dell'Italian Summit on Precision Medicine 2026 che si è tenuto a Roma il 13-14 aprile 2026. Curigliano, attuale presidente degli oncologi europei (ESMO), ha ribadito davanti a oltre cento esperti internazionali che la medicina di precisione ha trasformato la diagnosi e il trattamento del cancro, ma che i pazienti devono imparare a orientarsi in un sistema sempre più specializzato.
Chi è Giuseppe Curigliano e perché è trending oggi
Il nome del professor Curigliano è diventato virale sui social dopo un'intervista rilasciata a un media nazionale, in cui l'oncologo calabrese ha spiegato che "l'oncologia di precisione funziona come un navigatore: identifica il percorso più sicuro e più breve per colpire il tumore". Il messaggio ha colpito milioni di italiani che convivono ogni giorno con una diagnosi di cancro o hanno un familiare in cura.
Curigliano è uno dei massimi esperti mondiali di tumori al seno e sviluppo di nuovi farmaci. Ha pubblicato oltre 400 lavori scientifici ed è presidente eletto dell'European Society for Medical Oncology (ESMO), la più importante organizzazione oncologica europea. La sua visibilità pubblica, unita all'autorevolezza scientifica, lo rende una figura di riferimento assoluta per i pazienti italiani.
Che cosa è la medicina di precisione oncologica
La medicina di precisione in oncologia si basa sull'analisi molecolare del tumore per identificare terapie su misura per ogni paziente, anziché applicare protocolli standard. Secondo i dati presentati all'Italian Summit on Precision Medicine, circa il 40% dei pazienti oncologici può beneficiare oggi di un approccio personalizzato basato su biomarcatori e test genomici.
La biopsia liquida — un esame del sangue in grado di rilevare DNA tumorale circolante — è una delle tecnologie più promettenti: secondo Curigliano, "oggi serve a correggere la terapia in corso; in futuro permetterà di scoprire il cancro prima ancora che si manifesti".
Il Molecular Tumor Board, un gruppo multidisciplinare di specialisti che analizza insieme il profilo molecolare di ogni tumore, è diventato lo standard nelle strutture più avanzate. Ma non tutti gli ospedali italiani lo offrono, e questo crea una disparità significativa nell'accesso alle cure.
Il problema della seconda opinione: quando e come chiederla
Uno dei punti centrali del summit è stato il ruolo della seconda opinione in oncologia. Curigliano ha sottolineato che in Italia meno del 20% dei pazienti oncologici chiede una seconda opinione, spesso per paura di "offendere" il proprio oncologo curante o per mancanza di informazioni su come farlo.
Eppure la letteratura scientifica è chiara: richiedere una seconda opinione può cambiare la diagnosi nel 20-30% dei casi (dato pubblicato nel Journal of Clinical Oncology, 2023), e può modificare il piano terapeutico in quasi un caso su quattro. Non è un atto di sfiducia verso il medico curante, ma un diritto del paziente.
Quando considerare una seconda opinione:
- In presenza di una diagnosi rara o insolita
- Prima di intraprendere una chemioterapia aggressiva o un intervento chirurgico demolitivo
- Se la diagnosi è incerta o il profilo molecolare del tumore è complesso
- Se si vuole valutare l'accesso a un trial clinico o a una terapia sperimentale
- Se non si è certi di ricevere le cure più aggiornate disponibili
Come scegliere l'oncologo giusto per il proprio tumore
Con oltre 30 tipologie di tumori e migliaia di sottotipi molecolari identificabili oggi, la specializzazione dell'oncologo è diventata fondamentale. Un esperto di tumori al seno, ad esempio, non è necessariamente il profilo migliore per un tumore polmonare con mutazione EGFR o per un melanoma in fase avanzata.
Cosa cercare in un oncologo:
- Iperspecializzazione nel tipo di tumore: cerca un centro oncologico riconosciuto per quel tipo specifico di cancro (es. IRCCS, centri d'eccellenza certificati AIOM)
- Accesso al Molecular Tumor Board: verifica se la struttura dispone di un board multidisciplinare che analizza il profilo molecolare del tuo tumore
- Partecipazione a trial clinici: i centri attivi nella ricerca offrono spesso accesso a terapie sperimentali non ancora disponibili al pubblico generale
- Volume di casi trattati: secondo la letteratura, i centri con alto volume di pazienti ottengono risultati migliori per tumori complessi (fonte: Istituto Superiore di Sanità)
- Comunicazione e chiarezza: un buon oncologo spiega le opzioni, i rischi e i benefici in modo comprensibile, senza omettere alternative
Il ruolo dell'esperto nella navigazione del sistema sanitario
Navigare il sistema oncologico italiano non è semplice: liste d'attesa, differenze regionali nell'accesso alle terapie, burocrazia per l'accesso ai farmaci innovativi. Un medico specialista può essere fondamentale non solo per la scelta del trattamento, ma anche per orientarsi tra esenzioni, certificazioni di invalidità, accesso ai farmaci in fascia H e richieste di rimborso per prestazioni fuori regione.
Secondo i dati di AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 395.000 nuovi casi di tumore. Il sistema sanitario nazionale garantisce l'accesso gratuito alle cure, ma la qualità dell'assistenza varia significativamente a seconda della regione e della struttura.
Per questo sempre più pazienti scelgono di rivolgersi a specialisti oncologici in consultazione privata per ottenere un parere indipendente, costruire un piano terapeutico personalizzato o semplicemente avere più tempo per discutere le proprie domande rispetto ai tempi stretti dei reparti pubblici.
Cosa fare se hai ricevuto una diagnosi oncologica
Se tu o un tuo familiare avete appena ricevuto una diagnosi di tumore, i passi da compiere subito sono:
- Non agire sotto pressione: salvo emergenze, prenditi 48-72 ore per raccogliere informazioni prima di prendere decisioni irreversibili
- Chiedi tutta la documentazione: referti, esami istopatologici, risultati di test molecolari — sono tuoi e hai diritto ad averli
- Valuta una seconda opinione: soprattutto per tumori rari, stadi avanzati o se il piano terapeutico proposto ti lascia dubbi
- Cerca un centro di riferimento: sul sito di AIOM trovi l'elenco dei centri oncologici d'eccellenza per ogni tipologia di tumore
- Consulta uno specialista: su piattaforme come Expert Zoom puoi trovare oncologi specializzati disponibili per consulenze online, senza liste d'attesa
Avviso YMYL: Questo articolo è a scopo informativo e non sostituisce il parere del tuo medico curante. In caso di diagnosi oncologica, consulta sempre uno specialista qualificato.
Fare le domande giuste, al medico giusto, nel momento giusto, può fare davvero la differenza. E il professore Curigliano lo ripete ogni volta che ne ha l'occasione: l'oncologia di precisione funziona, ma il paziente deve essere protagonista attivo del proprio percorso di cura.
