Il 21 aprile 2026 è morta Sagitta Alter, compagna di Gigi Proietti per oltre sessant'anni. Non si erano mai sposati. Eppure lei aveva costruito, protetto e tramandato l'intero patrimonio artistico del grande attore romano — dal Globe Theatre alla Fondazione che porta il suo nome. Il suo caso solleva una domanda che milioni di italiani si pongono: senza matrimonio, chi protegge ciò che hai creato?
Chi era Sagitta Alter e cosa gestiva
Svedese di nascita, Sagitta Alter arrivò a Roma nel 1962 come guida turistica. Incontrò Gigi Proietti — all'epoca giovane attore in ascesa — e non si separarono più. Insieme ebbero due figlie, Susanna e Carlotta, ma non si sposarono mai.
Quando Proietti morì il 2 novembre 2020, a 80 anni, fu Sagitta a tenere insieme i fili della sua eredità artistica: fondò la Fondazione Gigi Proietti nel 2021 e supervisionò la gestione dell'Arena Gigi Proietti Globe Theatre di Roma, palcoscenico shakespeariano che il grande attore aveva contribuito a costruire. Alla sua morte, il 21 aprile 2026, Sagitta aveva 85 anni. Con lei è scomparsa la custode più diretta del metodo artistico di Proietti.
Sono ora le figlie Susanna e Carlotta a reggere la Fondazione. Carlotta, in particolare, porta avanti il nome del padre con lo spettacolo itinerante «Gigi Proietti – Insegnamenti e chiacchiere», in scena il 29 giugno 2026 al FestivalFlorio di Favignana, Sicilia.
Il problema legale delle coppie non sposate con patrimonio artistico
Il caso Proietti-Alter non è unico: molti artisti, creativi e liberi professionisti costruiscono nel tempo un patrimonio complesso — opere, diritti d'autore, contratti editoriali, royalty, spazi fisici — senza mai formalizzare legalmente la propria unione di coppia.
In Italia, il partner non sposato non è un «erede legittimo». Secondo la normativa vigente, la successione legale riconosce automaticamente figli, genitori e fratelli — ma non il convivente, anche se vissuto insieme per decenni. Senza un testamento valido, il compagno o la compagna non ha diritto legale a nulla.
Questo significa che l'archivio fotografico, i proventi delle royalty, i diritti sull'immagine, le partecipazioni in società culturali o fondazioni possono sfuggire completamente alla persona che l'artista avrebbe voluto come erede. Una lacuna che diventa critica quando il patrimonio non è solo economico, ma identitario — come nel caso di Proietti.
I 4 strumenti legali per proteggere il patrimonio artistico
Secondo i notai e gli avvocati specializzati in diritto successorio e proprietà intellettuale, esistono quattro strumenti principali per chi vuole proteggere il proprio patrimonio artistico al di fuori del matrimonio.
1. Il testamento olografo o notarile
Il testamento è lo strumento più immediato. Permette di designare il proprio compagno o compagna come erede, anche in assenza di un legame matrimoniale. Il testamento notarile offre maggiore certezza giuridica e può includere disposizioni specifiche sulla gestione dei diritti d'autore, dell'archivio creativo e di eventuali partecipazioni in fondazioni o associazioni.
2. Il contratto di convivenza
Introdotto dalla Legge 76/2016 (la cosiddetta «Legge Cirinnà»), il contratto di convivenza permette alle coppie non sposate di regolare i propri rapporti patrimoniali durante la convivenza — non la successione, ma la gestione dei beni comuni in vita. È un primo passo utile, ma non sostituisce il testamento.
3. La fondazione o l'associazione culturale
Molti artisti proteggono il proprio patrimonio creativo trasferendo opere, archivi e diritti a una fondazione a proprio nome, mentre sono ancora in vita. Questo strumento consente di nominare i beneficiari, stabilire le finalità e garantire continuità all'opera creativa anche dopo la morte — indipendentemente dalla struttura familiare del fondatore.
4. Il patto di famiglia (per attività produttive)
Per gli artisti che gestiscono anche attività commerciali legate alla propria creatività — una casa editrice, uno studio di produzione, un'etichetta musicale — il patto di famiglia permette di trasferire l'azienda o le partecipazioni societarie ai propri discendenti in vita, riducendo il rischio di conflitti successori e ottimizzando la fiscalità.
Quanto prima si pianifica, tanto meglio si protegge
La pianificazione successoria non è una questione che si affronta «quando si è vecchi». I diritti d'autore di un artista italiano durano 70 anni dopo la sua morte: senza una pianificazione adeguata, possono diventare terreno di contesa tra eredi, compagni non riconosciuti e istituzioni culturali.
Il consiglio che i notai italiani danno è chiaro: un artista — o qualsiasi professionista con un patrimonio immateriale significativo — dovrebbe consultare un consulente patrimoniale o un notaio specializzato almeno ogni 5 anni, o ogni volta che la propria situazione personale cambia.
Come spiega il Consiglio Nazionale del Notariato, il testamento può essere modificato in qualsiasi momento e non impegna definitivamente: è uno strumento flessibile, non una sentenza definitiva. Attendere è il vero rischio.
La storia di Gigi Proietti e Sagitta Alter è una storia d'amore straordinaria. Ma è anche un caso studio su cosa succede — e cosa può succedere — quando la pianificazione viene affidata al tempo e alla fortuna. Capire come proteggere il patrimonio quando manca un testamento è il primo passo per evitare che anni di lavoro creativo vadano dispersi.
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Nota: Questo articolo ha finalità esclusivamente informativa. Per decisioni relative alla propria successione, è indispensabile rivolgersi a un professionista abilitato — notaio o avvocato specializzato in diritto successorio.

Alessandro Conti