Flavio Cobolli è al secondo turno del Rolex Monte-Carlo Masters 2026, affrontando Alexander Blockx l'8 aprile dopo aver vinto il titolo ad Acapulco in febbraio. La sua ascesa nel tennis italiano — ora terzo giocatore del Paese — mette in luce una questione che riguarda milioni di tennisti amatori: come giocare ad alto livello senza distruggersi fisicamente.
Cobolli e il tennis moderno: un corpo sotto stress
Il tennis di alto livello nel 2026 è uno sport estremo per l'apparato muscolo-scheletrico. Secondo la Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), si registrano oltre 3 milioni di praticanti regolari in Italia, con un'impennata degli infortuni da overuse negli ultimi tre anni.
Cobolli, 23 anni, ha già affrontato periodi di stop per problemi al braccio destro — la stessa problematica che ha colpito colleghi come Taylor Fritz e Lorenzo Musetti nelle ultime settimane. Questi infortuni non sono casuali: derivano da carichi di lavoro mal gestiti, tecnica difettosa o recupero insufficiente.
I dati parlano chiaro: il 62% degli infortuni nel tennis riguarda l'arto superiore — spalla, gomito e polso — e il 38% quello inferiore, soprattutto caviglia e ginocchio. Tra gli amatori, la percentuale di chi si infortuna ogni stagione supera il 40%, secondo uno studio pubblicato nel 2024 dal British Journal of Sports Medicine.
I tre infortuni più comuni dei tennisti amatori
1. Epicondilite laterale ("gomito del tennista")
La causa più frequente: colpo di rimbalzo con braccio teso, racchetta troppo pesante o impugnatura errata. Il dolore inizia come fastidio al gomito e può diventare cronico se ignorato. Il trattamento non chirurgico — fisioterapia, onde d'urto, esercizi eccentrici — è efficace nell'85% dei casi se iniziato precocemente.
2. Lesioni alla cuffia dei rotatori
La spalla del tennista è esposta ai servizi ripetuti ad alta velocità. Micro-lesioni ai muscoli sovraspinato e infraspinato si accumulano nei praticanti con tecnica difettosa o che non eseguono esercizi di rinforzo specifici. Ignorare il dolore può portare a rotture parziali che richiedono chirurgia.
3. Distorsioni alla caviglia
Cambi di direzione rapidi su terra rossa — la superficie del Monte-Carlo — producono il 20-25% delle distorsioni alla caviglia nel tennis. Il protocollo RICE (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione) nelle prime 48 ore riduce i tempi di recupero del 30%.
Quando un medico sportivo fa la differenza
Il problema principale tra i tennisti amatori — e spesso anche tra i professionisti — è che si aspetta troppo prima di consultare uno specialista. Un medico dello sport può:
- Valutare il movimento e identificare compensazioni posturali che generano infortuni
- Prescrivere programmi di rinforzo preventivo personalizzati
- Distinguere tra dolore da affaticamento (gestibile) e segnale di lesione strutturale (da trattare subito)
- Indicare il momento preciso del rientro all'attività dopo uno stop
Cobolli stesso lavora con un team medico dedicato che gestisce il suo carico di allenamento settimana per settimana. I tennisti amatori, giocando spesso 3-4 volte a settimana dopo giornate di lavoro, espongono il corpo a stress senza un recupero adeguato.
Prevenzione: cosa fare prima di scendere in campo
Riscaldamento specifico (10-15 minuti):
- Rotazioni delle spalle e mobilizzazione del gomito
- Elastici per la cuffia dei rotatori
- Allungamento del polpaccio e del tendine d'Achille
- Colpi progressivi a intensità crescente
Equipaggiamento corretto:
- Racchetta adatta al proprio livello (non troppo rigida né troppo pesante)
- Scarpe da tennis con suola specifica per la superficie
- Grip di giusta dimensione — un grip troppo piccolo aumenta il rischio di epicondilite del 40%
Recupero post-partita:
- Stretching passivo entro 30 minuti dalla fine
- Idratazione adeguata (perdita di 1-1,5 litri per ora di gioco intenso)
- 48 ore di riposo tra sessioni intense per over-40
L'età e il tennis: over 40 nel mirino degli infortuni
Una categoria particolarmente a rischio è quella dei tennisti over 40 che hanno ripreso a giocare dopo anni di pausa. Il corpo non risponde più come a 25 anni: i tempi di recupero muscolari si allungano, la flessibilità diminuisce, e i tendini diventano meno elastici.
Uno dei principali errori di questa fascia è riprendere con la stessa intensità di un tempo, ignorando la progressione graduale. Un medico dello sport può costruire un programma di ritorno al gioco personalizzato, che tenga conto di eventuali patologie pregresse (ernie, artrite, vecchie distorsioni) e del livello di allenamento corrente.
Il segnale di Cobolli per il tennis italiano
La partecipazione di Cobolli al Monte-Carlo 2026 con continuità — dopo aver già vinto ad Acapulco questo anno — è il segnale di una gestione atletica matura. Non è solo talento: è programmazione intelligente, prevenzione attiva, ascolto costante del corpo.
Il suo preparatore atletico imposta carichi settimanali con alternanza tra giorni di intensità alta, sessioni di recupero attivo e test funzionali periodici. Questo approccio — oggi standard nel circuito ATP — è replicabile in forma adattata anche per i tennisti amatori.
Per i milioni di tennisti italiani che ogni settimana scendono in campo, il messaggio è chiaro: investire in una visita preventiva da un medico dello sport non è un lusso riservato ai professionisti. È il modo più efficace per continuare a giocare anni dopo anni, senza accumulare danni che nel lungo periodo portano allo stop forzato.
Se stai tornando al gioco dopo uno stop, hai più di 40 anni, o senti dolori ricorrenti che non passano con il riposo, un consulto con uno specialista in medicina sportiva su Expert Zoom può aiutarti a capire la causa e costruire un percorso di prevenzione personalizzato.
