Il 21 luglio 2026 Remco Evenepoel ha tagliato il traguardo di Thonon-les-Bains in 32'19", conquistando la tappa 16 del Tour de France — una cronometro individuale di 26,1 km — con 28 secondi di vantaggio su Tadej Pogacar. Per il belga del team Red Bull-Bora-Hansgrohe, campione del mondo in carica nella specialità, è stata la seconda vittoria consecutiva nella grande boucle 2026. Una prestazione che ha infiammato i social italiani e rilanciato, nei commenti, la stessa domanda: come è fisicamente possibile mantenere quasi 50 km/h su una bicicletta per mezz'ora? La risposta è una lezione di fisica — con formule, numeri reali e un esercizio pratico che molti studenti di liceo scientifico riconoscerebbero immediatamente.
I dati della crono: sei cifre che raccontano l'impresa
Prima di entrare nelle equazioni, serve il quadro numerico completo della tappa.
Il percorso era tecnicamente misto: partenza in salita verso la Côte de Larringes, poi una discesa ad alta velocità e otto chilometri pianeggianti lungo il Lago di Ginevra fino all'arrivo. Non una classica crono piatta, ma un tracciato che ha premiato la polivalenza. Proprio durante la fase di discesa, il compagno di squadra di Evenepoel, il tedesco Florian Lipowitz — che era quinto in classifica generale — ha perso il controllo cadendo su strisce bianche di segnaletica orizzontale dipinta a terra, riportando la frattura della clavicola e abbandonando la corsa, come ha documentato SpazioCiclismo il 21 luglio 2026.
| Dato | Valore |
|---|---|
| Distanza | 26,1 km (Évian-les-Bains → Thonon-les-Bains) |
| Tempo vincitore | 32'19" (Evenepoel) |
| Velocità media calcolata | ~48,5 km/h |
| Vantaggio su Pogacar | 28 secondi |
| Profilo | Salita + discesa tecnica + 8 km pianura |
| Ritiro | Florian Lipowitz, frattura clavicola in discesa |
Ogni riga di questa tabella nasconde un'equazione. Ed è questo che rende la cronometro un testo perfetto di fisica applicata.
La fisica dell'impresa: cinque concetti che si studiano al liceo
Per comprendere come Evenepoel raggiunga queste prestazioni, è sufficiente padroneggiare cinque principi — tutti presenti nel programma di fisica del biennio e triennio delle scuole superiori italiane.
1. Potenza (P = F × v) La potenza è la quantità di lavoro prodotta nell'unità di tempo e si misura in Watt. Un ciclista professionista d'élite sviluppa tra i 380 e i 520 W in una cronometro di 30-40 minuti. Il parametro chiave non è però il valore assoluto, ma il rapporto watt per chilogrammo di peso corporeo (W/kg): i migliori cronoman mondiali si attestano stabilmente tra 6,2 e 7,0 W/kg. Con un peso corporeo stimato attorno ai 71 kg, Evenepoel si colloca nella fascia superiore di questa finestra.
2. Resistenza aerodinamica (F = ½ × ρ × Cx × A × v²) A velocità superiori ai 40 km/h, l'aria è di gran lunga il principale ostacolo al movimento. La forza di resistenza aerodinamica cresce con il quadrato della velocità: raddoppiare la velocità significa quadruplicare la forza contraria. A 50 km/h, l'85-90% della potenza prodotta da un ciclista viene consumata unicamente per vincere questa resistenza. Per questo motivo i cronoman usano caschi integrali, tute skin-suit attillate e manubri a goccia: ridurre il coefficiente di resistenza (Cx) e la superficie frontale (A) è l'unica leva che non richiede di pedalare più forte.
3. Rendimento meccanico della trasmissione Le biciclette da cronometro moderne — costruite in carbonio con trasmissioni a catena lubrificata con cere specifiche e cuscinetti ceramici — raggiungono rendimenti meccanici superiori al 97-98%. In pratica: quasi ogni Joule prodotto dall'atleta si trasforma in propulsione. È un dettaglio che all'esame di fisica vale punti.
4. Tattica di distribuzione dello sforzo (pacing) Nella cronometro individuale l'atleta corre da solo contro il tempo. Partire oltre la soglia anaerobica brucia le riserve di glicogeno in anticipo, compromettendo gli ultimi chilometri. I professionisti mantengono una potenza costante monitorata in tempo reale da un potenziómetro — applicando, in pratica, il principio fisico di uniform power distribution. Evenepoel è noto per la sua disciplina tattica: nei primi minuti delle crono non supera quasi mai il 100% della propria soglia.
5. Componente peso in salita (F = m × g × sin θ) Durante la salita verso la Côte de Larringes, la fisica aggiunge la componente gravitazionale. Con una pendenza media attorno al 6-8% (angolo θ ≈ 3,4-4,6°), un ciclista di 71 kg deve generare una forza aggiuntiva di circa 59-72 N unicamente per vincere la gravità — indipendentemente dall'aerodinamica. È qui che il rapporto W/kg diventa determinante e che gli scalatori puri guadagnano terreno sui cronoman di corporatura più robusta.
Il caso di Leonardo: i compiti di fisica ispirati dal Tour
Il 22 luglio 2026 — il giorno dopo la tappa — il professor Mancini del Liceo Scientifico Malpighi di Bologna ha proposto questo problema alla sua terza superiore:
"Un ciclista di massa 70 kg percorre 26 km in 32 minuti su un tratto pianeggiante. La forza di resistenza aerodinamica è modellata come F = 0,20 × v² (con v in m/s e F in Newton). Calcola: a) la velocità media in m/s e in km/h; b) la forza aerodinamica a quella velocità; c) la potenza media sviluppata per vincere la sola resistenza dell'aria."
Leonardo, 16 anni, ha guardato il testo e ha pensato: «Ma questo è Evenepoel!». Eccola la soluzione passo per passo.
Passo a — Velocità media v = spazio ÷ tempo = 26.000 m ÷ (32 × 60 s) = 26.000 ÷ 1.920 = 13,54 m/s ≈ 48,7 km/h Il risultato coincide quasi esattamente con la velocità media della tappa reale: il problema era calibrato su dati autentici.
Passo b — Forza aerodinamica F = 0,20 × (13,54)² = 0,20 × 183,3 = 36,7 N
Passo c — Potenza per vincere l'aria P = F × v = 36,7 × 13,54 = 497 W
Quasi 500 Watt solo per vincere l'aria. Leonardo porta il foglio al professore, ottiene la conferma e poi chiede: «Ma Evenepoel produce davvero 497 W?». La risposta è articolata: il modello del problema usa un coefficiente costante e una superficie pianeggiante, mentre la tappa reale includeva salita, discesa con variazioni di posizione e condizioni di vento variabili. La potenza reale fluttua continuamente attorno alla soglia anaerobica dell'atleta — e in discesa il ciclista non pedala affatto, lasciando che sia la gravità a fare il lavoro.
Se Leonardo avesse avuto un ripetitore di fisica al suo fianco, avrebbe capito immediatamente dove e perché il modello scolastico semplifica la realtà. Questo è il valore aggiunto di un buon tutore STEM: non solo risolvere il compito, ma costruire il ragionamento che permette allo studente di riconoscere i limiti di un modello e di andare oltre la formula.
Sport e STEM: il Tour de France come laboratorio a pedali
Il ciclismo professionistico è uno dei laboratori di fisica applicata più ricchi e accessibili che esistano — ed è in diretta televisiva. Come si può leggere nell'articolo su Vingegaard e la doppia stagione Giro-Tour 2026, le grandi corse a tappe mettono sotto stress ogni sistema fisiologico e fisico immaginabile: termoregolazione in salita, inerzia in discesa, metabolismo anaerobico negli sprint.
La Federazione Ciclistica Italiana sottolinea come le competizioni di alto livello offrano un contesto concreto per avvicinare i giovani alle discipline scientifiche. Le stesse equazioni che compaiono nei libri di testo — da P = Fv a F = ma — vengono applicate ogni giorno nei team professionali attraverso software di analisi potenza, simulatori aerodinamici e protocolli di nutrizione scientifica.
Il ciclismo tocca almeno cinque ambiti disciplinari:
- Fisica — meccanica, fluidodinamica, termodinamica
- Matematica — ottimizzazione, statistica, analisi di dati
- Biologia e fisiologia — metabolismo aerobico, VO₂max, soglia del lattato
- Informatica — analisi dati con software come TrainingPeaks, modellazione delle performance
- Chimica — nutrizione sportiva, metabolismo del glicogeno, idratazione
La caduta di Lipowitz — drammatica quanto scientificamente istruttiva — è un caso studio su inerzia, attrito ridotto e impatto: l'esatto contenuto del capitolo di dinamica che molti studenti trovano astratto. Lo stesso principio che fa slittare un ciclista su segnaletica dipinta bagnata è quello che fa scivolare un'auto su asfalto con poco grip.
Quando chiedere aiuto a un esperto di ripetizioni
Se il problema di Leonardo ti ricorda tuo figlio — magari dopo un'interrogazione di fisica andata male o un compito in classe che sembrava impossibile — c'è una domanda pratica da porsi: quante ore settimanali dedica alla fisica senza capire davvero il collegamento tra la formula e la realtà?
Il segnale d'allarme non è il voto basso: è la difficoltà a rispondere alla domanda «a cosa serve questa formula?». Un buon ripetitore STEM su Expert Zoom può costruire questo ponte, usando esempi concreti — sportivi, tecnologici, quotidiani — per ancorare concetti che sulla carta sembrano arbitrari.
Prima di scegliere un ripetitore, è utile verificare: sa spiegare la differenza tra forza e potenza usando un esempio che non sia il libro di testo? Può adattare la velocità di spiegazione al ritmo specifico dello studente? Propone esercizi graduali invece di partire dalla teoria?
Evenepoel ha vinto la crono perché conosce i propri limiti fisici fino all'ultimo watt. Il tuo studente può arrivare all'interrogazione di fisica con la stessa chiarezza — serve solo il supporto giusto per collegare le formule al mondo reale.

Matteo Ricci