L'Eredità su Rai 1: i 5 segreti dei campioni del quiz che migliorano i risultati scolastici

Studente italiano studia con flashcard e appunti in un locale studio a Roma
Matteo Matteo RicciRipetizioni e Aiuto Compiti
5 min di lettura 19 aprile 2026

L'Eredità: la campionessa Laura da Pordenone ci ha insegnato 5 tecniche per studiare meglio

La domenica pomeriggio su Rai 1, L'Eredità è il quiz show che mette l'Italia davanti alla televisione con la stessa intensità di una finale di Coppa del Mondo. Il 6 aprile 2026, Laura da Pordenone è arrivata alla Ghigliottina finale per un montepremi di 50.000 euro, dopo dieci puntate consecutive come campionessa. Ma come ha fatto? E soprattutto: le tecniche di memoria che usano i campioni dei quiz televisivi funzionano anche per i ragazzi a scuola? La risposta, sorprendentemente, è sì.


Perché L'Eredità è diventata un'ossessione domenicale

Il quiz condotto da Marco Liorni su Rai 1 ogni giorno alle 18:40 ha registrato ascolti da record nella stagione 2025-2026. La puntata del Weekend di aprile ha superato i 4 milioni di telespettatori — un dato che racconta molto su quanto gli italiani amino testare la propria cultura generale.

Ma c'è qualcosa di più profondo nel fenomeno dell'Eredità: la nostra fascinazione per chi sa rispondere velocemente, chi ricorda nozioni lontane nel tempo, chi non si fa bloccare dall'ansia del cronometro. Sono capacità che i campioni del quiz hanno sviluppato nel tempo — e che, secondo i neuroscienziati, ognuno di noi può allenare.


Come funziona la memoria nei quiz (e in classe)

La memoria non è un contenitore passivo ma una rete dinamica di connessioni neurali che si attivano sotto stimolo. I campioni dei quiz come Laura non hanno necessariamente un cervello "più grande": hanno semplicemente adottato strategie di memorizzazione più efficaci di quelle tradizionali.

Secondo le ricerche in neuroscienza cognitiva, la memoria a lungo termine si consolida meglio quando:

  • Le informazioni vengono richiamate attivamente (non rilette passivamente)
  • C'è un'associazione emotiva o narrativa al contenuto
  • La ripetizione avviene a distanze di tempo crescenti (spaced repetition)
  • Più sensi sono coinvolti nel processo di apprendimento

Questi principi valgono sia per rispondere "Quale Paese ospitò le Olimpiadi del 1976?" alla Ghigliottina, sia per preparare una verifica di storia.


I 5 segreti dei campioni (applicati allo studio)

1. Il metodo dei "loci" (o palazzo della memoria)

Usato fin dall'Antica Grecia, questo metodo consiste nell'associare ogni informazione a un luogo fisico che si conosce bene — ad esempio le stanze di casa. Per ricordare le date della Rivoluzione Francese, potresti "posizionare" ogni evento in una stanza diversa e "camminarci mentalmente" durante il ripasso. I campioni dei quiz usano varianti di questa tecnica senza saperlo: ancorano le risposte a immagini visive vivide.

2. La ripetizione distanziata (spaced repetition)

Invece di studiare tutto il capitolo la sera prima dell'interrogazione, la ripetizione distanziata prevede sessioni brevi ma frequenti: riveditelo 24 ore dopo, poi 3 giorni dopo, poi una settimana dopo. Le app come Anki automatizzano questo processo. È lo stesso meccanismo con cui un campione dell'Eredità ha consolidato anni di cultura generale: non in un giorno, ma nel tempo.

3. L'autointerrogazione attiva

Il peggior modo di studiare è rileggere il testo sottolineato. Il metodo migliore, secondo lo psicologo cognitivo Henry Roediger (Washington University), è interrogarsi attivamente: chiudi il libro e prova a riassumere il capitolo a voce alta, o rispondi a domande che ti sei preparato. È esattamente quello che succede sotto i riflettori della Ghigliottina.

4. Le connessioni trasversali

Laura da Pordenone, in un'intervista al Gazzettino, ha spiegato di leggere molto e in modo vario — romanzi, saggi, articoli scientifici. Questa abitudine crea connessioni tra domini diversi che poi si attivano al momento giusto. A scuola: studiare una data storica e collegarla a un'opera letteraria o a un evento geografico ne facilita il recupero molto più di uno studio compartimentato.

5. Gestione dell'ansia da prestazione

Uno dei motivi per cui molti alunni "sanno la risposta ma si bloccano" è l'ansia da prestazione. I campioni del quiz hanno imparato a regolare questa ansia attraverso tecniche di respirazione, visualizzazione e "reframing" cognitivo. Stessi strumenti che uno psicologo o un tutor specializzato può insegnare a uno studente che si blocca durante un'interrogazione.


Il tutor non è solo per chi è in difficoltà

Uno degli stereotipi più duri a morire è l'idea che il tutor privato serva solo a chi è "indietro". In realtà, le famiglie dei campioni scolastici in Europa si rivolgono sempre più spesso a insegnanti privati per potenziare le capacità già presenti, non solo per colmare lacune.

Un tutor esperto in tecniche di studio può:

  • Analizzare il profilo di apprendimento del ragazzo (visivo, auditivo, cinestetico)
  • Personalizzare il metodo di studio in base alle materie più critiche
  • Introdurre strumenti come mappe mentali, schemi, flashcard e tecniche mnemoniche
  • Allenare la gestione del tempo durante le verifiche e gli esami

Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito, nel 2025 circa il 18% degli studenti italiani delle superiori ha usufruito di lezioni private o attività di supporto allo studio extrascolastico — un dato in crescita del 4% rispetto al 2022.


Quiz e scuola: un legame più stretto di quanto si pensi

La cultura generale testata dall'Eredità è spesso sottovalutata nell'educazione formale italiana, troppo orientata alle singole discipline. Eppure i campioni del quiz dimostrano che la curiosità trasversale, alimentata da anni di lettura e apprendimento attivo, produce risultati straordinari.

Le domande de L'Eredità non sono diverse da quelle degli esami di maturità per quel che riguarda le competenze cognitive richieste: sintesi, associazione, recupero rapido, resistenza allo stress. La differenza è solo nel contesto.


Perché i domenica pomeriggio dell'Eredità insegnano più di quanto sembri

Il quiz non è solo intrattenimento. È una finestra su come funziona il cervello umano quando è allenato. Laura da Pordenone, campionessa per dieci puntate e poi arrivata alla Ghigliottina, non ha vinto per caso: ha costruito quella competenza nel tempo, con metodo e passione.

E quella stessa costruzione è disponibile a chiunque, indipendentemente dall'età scolastica o dal punto di partenza. Anche un ragazzo di terza media che fatica con la storia può diventare il "campione" della prossima interrogazione — se studia nel modo giusto.

Leggi anche: Leyla vince 300.000 euro a Chi vuol essere milionario: le strategie dei campioni dei quiz.

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