Il 22 marzo 2026 si corre la 117ª edizione della Milano-Sanremo — la classica di primavera per eccellenza, la Monumento del ciclismo italiano che ogni anno segna simbolicamente l'inizio della stagione sportiva. Quest'anno, a far da voce alla vigilia è Eddy Merckx in persona, l'uomo che ha vinto la Sanremo sette volte: intervistato da La Gazzetta dello Sport per i suoi 80 anni, il "Cannibale" ha espresso fiducia in Tadej Pogacar come favorito assoluto.
Ma mentre i professionisti si sfidano sul Poggio, in tutta Italia milioni di ciclisti amatoriali stanno tirando fuori le proprie biciclette dai box, gonfiando le ruote rimaste a riposo dall'autunno, e riprendendo ad allenarsi in strada. È proprio in questo momento dell'anno — tra marzo e aprile — che i medici sportivi registrano il picco annuale di infortuni tra i ciclisti non professionisti.
Cosa succede al corpo di un ciclista dopo mesi di inattività, e come prepararsi correttamente alla stagione primaverile?
Il paradosso della primavera: entusiasmo e muscoli spenti
Il dottor Massimo Berta, medico dello sport, descrive uno schema ricorrente: "Il ciclista amatoriale vede la Milano-Sanremo, si entusiasma, e va subito a fare 80 chilometri. Peccato che il suo sistema muscolare non abbia ancora ricevuto il messaggio."
Il problema non è l'entusiasmo — è il disallineamento tra motivazione psicologica e preparazione fisiologica. Dopo anche solo 8-10 settimane di inattività parziale o totale:
- I muscoli ciclismo-specifici — quadricipiti, glutei, polpacci — perdono dall'8 al 12% della loro forza isometrica
- Il sistema cardiovascolare riduce la capacità aerobica (VO₂max) di circa 5-10% nelle prime settimane di inattività
- I tendini — in particolare il tendine d'Achille e il tendine rotuleo — richiedono da 4 a 6 settimane di lavoro progressivo per riacquisire l'elasticità e la resistenza al carico necessarie per uscite prolungate
Questi dati spiegano perché le prime settimane di stagione ciclistica sono anche le più pericolose dal punto di vista infortunistico.
I cinque infortuni più frequenti nei ciclisti amatoriali a inizio stagione
Secondo i dati degli ortopedici e medici sportivi italiani, gli infortuni più comuni tra i ciclisti amatoriali nei mesi di marzo e aprile sono:
1. Tendinite rotulea (ginocchio del ciclista). Il più frequente in assoluto. Causata da un rapporto di pedalata troppo pesante o da un settaggio errato della sella, si manifesta con dolore anteriore al ginocchio durante e dopo la pedalata. Un medico sportivo può identificare la causa biomeccanica specifica e prescrivere un programma di rinforzo mirato.
2. Sindrome della banda ileotibiale (ITBS). Dolore alla fascia laterale del ginocchio, tipicamente aggravato dopo i 30-40 minuti di pedalata. Molto comune nei ciclisti che riprendono con carichi eccessivi senza adeguato stretching.
3. Lombalgia da postura. Ore in sella con una posizione flessore prolungata affaticano i muscoli paravertebrali. Il dolore lombare a fine uscita è spesso il primo segnale che qualcosa nella postura o nel setting della bici non è corretto.
4. Epicondilite laterale (gomito del tennista/ciclista). Più rara ma presente, soprattutto nei ciclisti che usano manubri larghi con una presa poco adatta alle loro dimensioni anatomiche.
5. Distorsioni e fratture da caduta. Il primo mese di stagione è il più rischioso per le cadute: il ciclista non ha ancora ri-calibrato i propri riflessi in bicicletta, le strade presentano sabbia e ghiaia residua dall'inverno, e le gomme possono presentare deterioramenti non visibili dopo mesi di stazionamento.
Come Merckx ha mantenuto la salute per 80 anni di ciclismo attivo
Eddy Merckx è un caso di studio in sé. Nella sua carriera ha subito fratture, cadute e un famoso incidente nel 1969 a Blois che gli causò lesioni permanenti al bacino — eppure ha continuato a pedalare. Oggi, a 80 anni, è ancora attivo come ciclista occasionale.
Il suo segreto, ripetuto in varie interviste, è sintetizzabile in tre principi che i medici sportivi sottoscrivono unanimemente:
Progressività. Non iniziare mai la stagione dove si era finiti quella precedente. Il corpo ha bisogno di riadattarsi al carico. Le prime settimane devono essere a ritmo blando, senza girare grandi rapporti.
Ascoltare il corpo. "Quando senti dolore, non è debolezza mentale fermarsi — è intelligenza," ha dichiarato Merckx in un'intervista alla Gazzetta dello Sport nel febbraio 2026.
Il setting della bici. Merckx ha da sempre curato maniacalmente la propria posizione in bicicletta. L'altezza della sella, la distanza manubrio, la lunghezza delle pedivelle — ogni millimetro conta per prevenire infortuni da sovraccarico.
Cosa fare prima della prima uscita primaverile
1. Revisione meccanica della bicicletta. Verifica dei freni, della catena, delle gomme, dei cuscinetti del movimento centrale e del manubrio. Una bici trascurata è una fonte di infortuni evitabili. Se non sei sicuro, un meccanico di fiducia impiega meno di un'ora.
2. Visita di idoneità sportiva non agonistica. Ogni ciclista amatoriale che si allena regolarmente dovrebbe avere un certificato di idoneità sportiva aggiornato. La visita include un elettrocardiogramma a riposo e un test da sforzo, e può identificare anomalie cardiovascolari silenziose.
3. Consulta un medico sportivo se hai avuto infortuni nella stagione precedente. Riprendere senza avere valutato il completo recupero di un infortunio precedente è la causa più comune di recidiva. Un consulto specialistico di 30-45 minuti può evitare mesi di stop forzato.
4. Pianifica la progressione del carico. Nelle prime tre settimane: mai oltre il 70% dell'intensità abituale della stagione precedente. La regola del 10% — aumentare il volume settimanale non più del 10% alla settimana — è un punto di riferimento clinico consolidato.
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Articolo a scopo informativo. Per qualsiasi sintomo doloroso o dubbio medico, consulta un professionista della salute qualificato.

