Il 19 aprile 2026 Bandai Namco ha ufficialmente annunciato Dragon Ball Xenoverse 3 durante il Dragon Ball Games Battle Hour 2026 a Los Angeles, confermando l'atteso sequel undici anni dopo Xenoverse 2. L'annuncio ha scatenato una corsa agli schermi tra milioni di fan in tutto il mondo, molti dei quali minorenni.
Dragon Ball Xenoverse 3: un'attesa lunga undici anni che accende la passione dei ragazzi
Il progetto era noto come "Dragon Ball Project AGE 1000" da gennaio 2026. Ora è ufficiale: si chiama Dragon Ball Xenoverse 3, uscirà nel 2027 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, e include personaggi originali creati da Akira Toriyama prima della sua scomparsa nel marzo 2024. Un titolo carico di nostalgia e attesa che promette di diventare un fenomeno globale.
Per milioni di adolescenti italiani appassionati di manga e anime, questo annuncio è una notizia enorme. E per i genitori, è l'occasione giusta per fare una riflessione su un tema sempre più attuale: come gestire il tempo che i figli trascorrono davanti agli schermi, e quando chiedere il supporto di un esperto informatico o di un consulente digitale?
Videogiochi e adolescenti: il confine tra passione e dipendenza
Non tutti i videogiochi sono uguali. Dragon Ball Xenoverse 3 è un RPG d'azione con funzionalità multiplayer online: una combinazione che, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, può favorire comportamenti problematici in soggetti vulnerabili. I meccanismi di gioco — ricompense continue, progressione infinita, competizione sociale — sono progettati per mantenere alta la motivazione e l'engagement.
Questo non significa che il videogioco sia dannoso in assoluto. Anzi, molti studi dimostrano benefici in termini di coordinazione, problem solving e socializzazione. Il problema sorge quando il gaming diventa eccessivo e inizia a interferire con la vita quotidiana.
Segnali che i genitori non devono ignorare:
- Il ragazzo preferisce giocare piuttosto che dormire, saltando le ore di sonno raccomandate
- Aggressività o irritabilità quando il gioco viene interrotto
- Rifiuto di attività fisiche, uscite con amici o momenti familiari
- Calo del rendimento scolastico nelle settimane successive all'uscita di un nuovo titolo
- Acquisti in-app non autorizzati o richieste continue di microtransazioni
La World Health Organization ha inserito il "Gaming Disorder" nella classificazione internazionale delle malattie (ICD-11) dal 2022, riconoscendolo come condizione clinica reale quando persiste per almeno 12 mesi e causa disfunzioni significative.
La sicurezza digitale: cosa rischia un ragazzo che gioca online
Dragon Ball Xenoverse 3 includerà funzionalità online. E qualsiasi piattaforma di gioco multiplayer espone i minori a rischi specifici che vanno ben oltre il tempo trascorso davanti allo schermo.
Un esperto informatico o un consulente per la sicurezza digitale può aiutare i genitori a implementare misure concrete:
Controllo parentale a livello di rete: configurare il router di casa per limitare l'accesso a determinati siti, impostare orari di connessione e filtrare contenuti inappropriati. Questa soluzione è più robusta dei software a livello di singolo dispositivo, che i ragazzi più tecnici sanno spesso aggirare.
Impostazioni di privacy sui profili di gioco: molte piattaforme (PlayStation Network, Xbox Live, Steam) permettono di limitare le comunicazioni con estranei, disabilitare il voice chat e rendere il profilo privato. Un esperto può configurare queste impostazioni in modo ottimale.
Protezione dagli acquisti non autorizzati: le console moderne consentono di richiedere una password per ogni acquisto in-app. È una misura semplice ma spesso ignorata, che può evitare spese inaspettate legate alle microtransazioni di gioco.
Riconoscimento del phishing gaming: i truffatori usano spesso notizie di giochi molto attesi — come l'uscita di Xenoverse 3 — per creare siti falsi che promettono beta access, skin esclusive o crediti gratuiti in cambio di dati personali o pagamenti. Insegnare ai ragazzi a riconoscere questi schemi è fondamentale.
Stabilire le regole prima del lancio: il momento è adesso
Il lancio di Dragon Ball Xenoverse 3 è previsto per il 2027, ma la finestra di hype è già aperta: trailer, forum, tornei online, contenuti su YouTube. Il periodo che precede l'uscita è spesso quello in cui si formano le abitudini digitali — e quello in cui i ragazzi sono più vulnerabili alle strategie di engagement dei publisher.
Un esperto di sicurezza informatica può affiancare le famiglie non solo nella configurazione tecnica degli strumenti, ma anche nella costruzione di un "patto digitale" familiare: regole condivise su quando e quanto si gioca, come si gestiscono le comunicazioni online, cosa fare se si riceve un messaggio sospetto.
Questo tipo di consulenza è particolarmente utile quando in famiglia ci sono più dispositivi (smartphone, tablet, console, PC) e quando i ragazzi sono tra i 10 e i 16 anni, la fascia d'età statisticamente più esposta ai rischi di gaming compulsivo.
La tecnologia non è il nemico: è una questione di equilibrio
Dragon Ball Xenoverse 3 sarà probabilmente un gioco bellissimo, pieno di contenuti e nostalgia. Non si tratta di impedire ai figli di giocarlo, ma di aiutarli a farlo in modo sicuro e consapevole.
Se non sai da dove iniziare con i controlli parentali, se tuo figlio mostra già segnali di relazione problematica con i videogiochi, o se vuoi semplicemente capire come funziona la sicurezza online sulle piattaforme di gaming, un consulente informatico specializzato può farti risparmiare tempo e prevenire problemi seri.
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Nota: Questo articolo ha scopo informativo. Se il tuo figlio mostra segnali gravi di dipendenza da videogiochi, consulta un medico o uno psicologo specializzato in dipendenze comportamentali.
