Dimissioni Donnarumma da Fs: cosa cambia per il trasporto ferroviario nel 2026

Treno ad alta velocità in una stazione ferroviaria italiana moderna, simbolo delle dimissioni Donnarumma Fs nel 2026
Giulia Giulia RomanoServizi Generali
5 min di lettura 25 giugno 2026

Dimissioni Donnarumma da Fs: cosa cambia per il trasporto ferroviario nel 2026

Nei prossimi giorni Stefano Antonio Donnarumma lascerà la guida di Ferrovie dello Stato Italiane. L’annuncio delle dimissioni dell’amministratore delegato, indicato in quota Lega nell’estate 2025, apre una fase di transizione che vedrebbe Gianpiero Strisciuglio come successore naturale alla testa del gruppo Fs. Ma oltre al gossip di palazzo, la vicenda solleva domande concrete su governance, continuità operativa e responsabilità legali di una delle più grandi infrastrutture del Paese.

Il contesto: perché Donnarumma lascia ora

Le dimissioni di Donnarumma arrivano in un momento di forte tensione per il sistema ferroviario italiano. Nelle ultime settimane si sono susseguiti ritardi, cancellazioni e disagi su linee strategiche, culminati in un esposto di Fs alla Digos di Roma. Nel documento l’azienda non esclude che i guasti possano essere frutto di azioni dolose volte a destabilizzare il gruppo e il suo management. Parallelamente, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha difeso la propria gestione, scatenando uno scontro politico con l’opposizione e con le stesse forze di governo.

Donnarumma era stato chiamato a guidare Fs nel pieno di una stagione di rilancio post-pandemia, con investimenti sulle linee ad alta velocità, sulla digitalizzazione della biglietteria e sulla manutenzione preventiva. La sua uscita anticipata, quindi, non è solo un problema politico: rischia di rallentare progetti già avviati e di generare incertezza tra i manager di secondo livello, i fornitori e i partner industriali.

In questo clima, la decisione di Donnarumma assume il valore di una svolta istituzionale: non è solo un cambio al vertice, ma un segnale sulla difficoltà di governare un gruppo pubblico-strategico sotto pressione mediatica, politica e operativa.

Chi è Gianpiero Strisciuglio, il possibile successore

Gianpiero Strisciuglio è una figura tecnica di lungo corso all’interno del gruppo Fs. Con un percorso maturato principalmente in area finanza e pianificazione strategica, è considerato un manager capace di garantire continuità amministrativa e dialogo con gli azionisti pubblici. La sua nomina, se confermata, rassicurerebbe i mercati e i contraenti sul fatto che la transizione non determinerà una rottura nel management aziendale.

Tuttavia, la sfida per il nuovo AD sarà duplice: da un lato mantenere la regolarità del servizio quotidiano e la sicurezza della rete, dall’altro rilanciare la credibilità politica di Fs in un anno, il 2026, in cui le scelte su investimenti, tariffe e liberalizzazioni saranno decisive per il futuro del trasporto italiano.

Cosa succede dal punto di vista giuridico

Dal punto di vista societario, le dimissioni dell’amministratore delegato di una società per azioni, anche se partecipata dallo Stato, seguono le regole del Codice civile e dello statuto. Donnarumma dovrà presentare le dimissioni al consiglio di amministrazione, che provvederà alla nomina di un amministratore delegato facente funzioni o all’incarico del successore. Se il consiglio non riesce a garantire la continuità, il ministero dell’Economia, in qualità di azionista di riferimento, può intervenire convocando un’assemblea straordinaria.

Per i lavoratori e i sindacati, il cambio al vertice non modifica in automatico i contratti collettivi o le relazioni industriali. Tuttavia, una nuova governance può accelerare riorganizzazioni, modifiche organizzative o piani industriali: è qui che diventa fondamentale il ruolo delle rappresentanze sindacali e degli avvocati giuslavoristi per monitorare eventuali deroghe o ristrutturazioni.

Le implicazioni per utenti e imprese

Le dimissioni di Donnarumma non devono tradursi in ulteriore instabilità del servizio. Fs gestisce un’infrastruttura critica: milioni di viaggiatori al giorno, trasporto merci, appalti con imprese di manutenzione e grandi opere in corso. Per le aziende che operano nel settore ferroviario e per i professionisti dei servizi generali, la priorità è capire se e come cambieranno:

  • gli appalti e le gare in corso, con possibili rivisitazioni dei cronoprogrammi;
  • le procedure di safety e manutenzione, dopo l’esposto sulla sicurezza;
  • i rapporti con il ministero e gli enti locali, fondamentali per i progetti di ammodernamento;
  • le tariffe e le politiche commerciali, con impatto sui pendolari e sulle imprese di trasporto.

In questo scenario, chi lavora nel mondo dei servizi, della meccanica e della consulenza tecnica deve tenere sotto controllo i comunicati ufficiali di Fs e del Ministero delle Infrastrutture per anticipare eventuali variazioni contrattuali.

L’angolo dell’esperto: perché la gestione del cambio conta

Un passaggio di consegne mal gestito in una grande utility può avere effetti a cascata: ritardi nelle decisioni, incertezza sui budget, tensioni con i fornitori. Per questo è utile affidarsi a consulenti specializzati in servizi generali, ingegneria della manutenzione e diritto dei trasporti per:

  • verificare la regolarità degli atti societari e delle nomine;
  • tutelare i contratti in essere in caso di riorganizzazione;
  • supportare le imprese nella gestione dei rapporti con Fs e Trenitalia;
  • valutare eventuali responsabilità per ritardi o disservizi subiti;
  • assistere i lavoratori in caso di mobilità o cambiamenti contrattuali.

Anche per i viaggiatori e i pendolari, un consulto con un esperto può aiutare a capire se i disagi degli ultimi giorni danno diritto a rimborso o indennizzo, secondo le regole del Regolamento Europeo 1371/2007 e le condizioni di trasporto nazionali. La documentazione da conservare è semplice ma essenziale: biglietto, orario effettivo di arrivo, comunicazioni di ritardo da parte del vettore e eventuali spese aggiuntive sostenute.

Cosa aspettarsi nei prossimi giorni

L’ufficializzazione delle dimissioni e la nomina del nuovo AD saranno solo il primo atto. Nei mesi successivi sarà decisiva la presentazione del nuovo piano industriale, la conferma o la revisione degli investimenti previsti dal PNRR e la tenuta dei rapporti con Bruxelles sulle liberalizzazioni ferroviarie. Inoltre, le indagini aperte dopo l’esposto alla Digos potrebbero incidere sul clima interno e sulle scelte manageriali.

Per chi opera nel mondo dei servizi, della consulenza e della meccanica ferroviaria, consigliamo di monitorare la situazione e di predisporre una strategia contrattuale e legale che possa adattarsi rapidamente ai cambiamenti. La rete di esperti di Expert Zoom è a disposizione per affiancare professionisti e imprese in questa fase di transizione.


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