Dibu Martínez alla Juventus: cosa prevede la legge quando un calciatore vuole cambiare club

Emiliano Dibu Martínez portiere Argentina durante partita Copa America 2024

Photo : Sebas / Wikimedia

Sofia Sofia GalloAvvocati
5 min di lettura 10 giugno 2026

Emiliano "Dibu" Martínez, portiere dell'Aston Villa e della nazionale argentina, è al centro di una delle operazioni di mercato più discusse dell'estate 2026. Secondo fonti vicine alla trattativa, la Juventus avrebbe raggiunto un accordo di massima personale con il 33enne campione del mondo. Ma con tre anni di contratto ancora da onorare con il club di Birmingham, la strada legale verso Torino è tutt'altro che spianata.

La trattativa Juventus-Aston Villa: numeri e tempistiche

Il dossier Martínez si è aperto concretamente nelle ultime ore. Il suo agente sarebbe già in Italia per avanzare i negoziati con la dirigenza bianconera. Le cifre in campo: la Juventus punta a un contratto triennale da circa 5 milioni di euro netti a stagione, sensibilmente inferiore agli attuali 9 milioni percepiti al Villa. La richiesta del club inglese si attesta intorno ai 20 milioni di euro di indennizzo.

L'ostacolo più grande, tuttavia, non è economico ma sportivo. La Juventus non parteciperà alla prossima edizione della UEFA Champions League. Per un portiere che ha appena vinto l'UEFA Europa League il 20 maggio 2026 — 3-0 sul Freiburg — e che si appresta a disputare la Coppa del Mondo con l'Argentina (esordio contro l'Algeria il 16 giugno), questa rinuncia potrebbe pesare molto nella bilancia finale.

Contratto in corso: cosa prevede la normativa FIFA sui trasferimenti

Il caso Martínez offre lo spunto per capire come funziona la macchina legale dietro ogni trasferimento calcistico. Quando un calciatore ha un contratto in vigore, il quadro normativo è definito principalmente dal Regolamento FIFA sullo Status e Trasferimento dei Calciatori (RSTP), cui sono soggette tutte le federazioni affiliate, compresa la FIGC.

La regola fondamentale è chiara: nessun trasferimento può avvenire senza il consenso del club cedente, a meno che il contratto non contenga una clausola rescissoria. Nel caso di Martínez, l'Aston Villa non ha inserito alcuna clausola di questo tipo. Questo significa che il club inglese ha il pieno controllo della situazione: può accettare l'offerta bianconera, rifiutarla o chiedere cifre più alte senza che il calciatore possa fare nulla.

Le clausole rescissorie sono uno strumento di tutela bilaterale: proteggono il calciatore che vuole cambiare squadra, ma anche il club che ha investito su un giocatore e non vuole perderlo a condizioni sfavorevoli. In loro assenza, tutto si riduce a una negoziazione commerciale tra le parti.

Il ruolo del consenso del calciatore: quando può forzare la mano

Un nodo cruciale in ogni trasferimento è la volontà del giocatore. L'RSTP prevede alcune tutele in favore del calciatore professionista. Un giocatore che ha superato i 28 anni può, in linea teorica, risolvere unilateralmente il contratto al termine della terza stagione. Deve però rispettare un periodo di preavviso e corrispondere un'indennità al club, spesso molto elevata.

Per Martínez, che ha 33 anni e il contratto in scadenza nel giugno 2029, questa finestra potrebbe teoricamente aprirsi. Il costo sarebbe però considerevole: oltre all'indennizzo economico, il calciatore rischierebbe una squalifica di quattro mesi dall'attività sportiva per rescissione senza giusta causa, sanzione prevista dall'articolo 17 dell'RSTP FIFA.

In pratica, la via preferita è sempre la negoziazione trilaterale tra club, calciatore e agente. Se Juventus e Villa troveranno un'intesa attorno ai 20 milioni, Martínez potrà firmare il suo nuovo contratto senza conseguenze disciplinari.

Le violazioni contrattuali nel calcio: precedenti e sanzioni

Il diritto sportivo internazionale conosce diversi casi in cui calciatori o club hanno infranto contratti in corso, con conseguenze pesanti per tutti. Sul fronte disciplinare, la FIFA dispone del Dispute Resolution Chamber (DRC), un organo arbitrale che giudica le controversie tra giocatori e club di federazioni diverse. Le sanzioni possono includere il pagamento di indennizzi, il divieto di tesserare nuovi giocatori per due periodi di mercato, e nei casi più gravi la retrocessione di punti in classifica.

Le recenti vicende del calcio sudamericano illustrano bene come le federazioni applichino queste regole con rigore. Come documentato nel caso River Plate-San Lorenzo e le sue conseguenze disciplinari, ogni comportamento in campo o fuori — che si tratti di espulsioni, risse o violazioni regolamentari — viene analizzato e sanzionato secondo procedure ben definite.

Martínez stesso conosce bene il sistema: nel settembre 2024, la FIFA gli ha inflitto una squalifica di due partite per "comportamento offensivo" durante le qualificazioni mondiali, a seguito di gesti provocatori dopo la gara contro il Cile e danni a una telecamera al termine della sconfitta contro la Colombia. Un precedente che dimostra come le federazioni non esitino a intervenire quando le norme vengono violate.

Quando affidarsi a un avvocato specializzato in diritto sportivo

Non solo i grandi nomi si trovano ad affrontare situazioni contrattuali complesse. Anche i calciatori delle serie minori, gli allenatori, i procuratori e i dirigenti sportivi possono trovarsi coinvolti in dispute che richiedono competenza legale specifica.

I principali ambiti di intervento di un avvocato sportivo includono:

  • Negoziazione e revisione dei contratti: verificare che le clausole di opzione, i bonus produzione e i diritti d'immagine siano chiari e tutelanti.
  • Risoluzione delle controversie: ricorso al DRC FIFA o ai tribunali arbitrali della FIGC in caso di inadempimento contrattuale.
  • Diritti d'immagine e sponsorizzazioni: aspetto sempre più rilevante per gli atleti con visibilità internazionale.
  • Procedimenti disciplinari: assistenza durante indagini per squalifiche, revoche di tesseramento o violazioni del codice di giustizia sportiva.

Un consulto preventivo con uno specialista può fare la differenza tra la firma di un contratto vantaggioso e un accordo che, nel tempo, si rivela penalizzante. Lo conferma anche la giurisprudenza sportiva italiana, che registra ogni anno centinaia di ricorsi che avrebbero potuto essere evitati con una revisione legale tempestiva.

Cosa succederà a Martínez: i prossimi passaggi

La finestra di mercato estiva in Italia si chiude il 1° settembre 2026. Con il Mondiale in corso fino a luglio, la Juventus dovrà attendere la fine della competizione per finalizzare l'operazione. L'Aston Villa, dal canto suo, ha il coltello dalla parte del manico: senza Champions League nella squadra acquirente, il club può alzare il prezzo o semplicemente opporre un rifiuto.

Secondo la normativa FIGC, i trasferimenti internazionali in Italia sono regolati in conformità con le disposizioni FIFA e UEFA, garantendo trasparenza e tutela per tutte le parti coinvolte. Per approfondire il quadro normativo ufficiale del calcio italiano, è possibile consultare il sito della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Se stai affrontando una situazione contrattuale analoga — come sportivo professionista, procuratore o dirigente — un avvocato specializzato in diritto sportivo su Expert Zoom può aiutarti a navigare le complessità del mercato con chiarezza e competenza. Come insegna il caso Martínez, anche i trasferimenti apparentemente semplici nascondono spesso insidie legali non banali.

Questo articolo ha scopo puramente informativo. Per una consulenza legale personalizzata in materia di diritto sportivo o contrattuale, rivolgiti a un professionista qualificato.

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