De Laurentiis vuole ridurre la Serie A a 16 squadre: cosa cambia per i calciatori e i loro contratti
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è tornato ad attaccare frontalmente la struttura del calcio italiano. Dall'aeroporto di Los Angeles — dove si trovava il 6 aprile 2026 per la premiere del documentario AG4IN — il patron partenopeo ha ribadito la sua proposta di ridurre la Serie A da 20 a 16 squadre. Secondo De Laurentiis, questo è il prerequisito fondamentale per preparare la Nazionale italiana in modo adeguato e rimediare all'uscita al gironi del Mondiale 2026.
La proposta, che non è nuova ma torna prepotentemente di attualità, non è solo una questione tecnica. Ha implicazioni legali, contrattuali e lavorative di vasta portata per calciatori, club, allenatori e agenti sportivi.
Quattro squadre in meno: chi perde e chi rischia
Una riduzione da 20 a 16 squadre significa l'eliminazione di 4 posti in Serie A a regime. Nella pratica, ciò si traduce in:
- Retrocessioni forzate o esclusioni. Le quattro società che verrebbero escluse dal massimo campionato subirebbero un danno economico immediato: perdita dei diritti televisivi della Serie A (che nel triennio 2024-2027 valgono circa 900 milioni di euro annui, secondo la Lega Serie A), riduzione del valore del brand e delle sponsorizzazioni, e conseguente obbligo di ridimensionamento della rosa.
- Risoluzione anticipata dei contratti. I calciatori tesserati con le società retrocesse hanno diritto, in base alla normativa della FIFA e del CONI, a rinegoziare o risolvere i propri contratti in caso di retrocessione — ma solo se il contratto lo prevede esplicitamente. In assenza di clausole specifiche, la retrocessione non costituisce automaticamente causa di risoluzione.
- Accordi sugli stipendi. Le società in Serie B guadagnano in media tra il 15% e il 20% dei ricavi di una società di Serie A. Questo squilibrio obbliga spesso a ridurre drasticamente la massa salariale entro una o due stagioni.
Il nodo degli indennizzi per le call-up in Nazionale
De Laurentiis ha sollevato anche un altro fronte polemico: il sistema delle convocazioni in Nazionale e la mancanza di protezione economica per i club. In concreto, ha chiesto che le federazioni garantiscano una copertura assicurativa piena per ogni calciatore convocato, in caso di infortunio durante gli impegni internazionali.
La questione è tutt'altro che marginale. Secondo i documenti ufficiali FIFA — che includono i regolamenti sui club e le federazioni nazionali — i club sono obbligati a mettere a disposizione i propri tesserati per le nazionali, ma la copertura assicurativa degli infortuni non è standardizzata a livello europeo. Ogni federazione — inclusa la FIGC — gestisce la materia in modo autonomo, spesso con lacune significative per le società di calcio.
Un avvocato specializzato in diritto sportivo può assistere i club nella negoziazione di clausole contrattuali che disciplinino le modalità di convocazione, le coperture assicurative e le eventuali penali in caso di infortuni durante i ritiri nazionali.
Cosa dice il diritto sportivo sulle riforme strutturali
Modificare il format di un campionato di calcio non è una semplice decisione organizzativa. Ha effetti legali su più livelli:
Contratti televisivi. I broadcaster che hanno acquisito i diritti della Serie A a 20 squadre potrebbero richiedere una rinegoziazione o risoluzioni anticipate in caso di riduzione delle partite stagionali. Con meno squadre, il numero di incontri scende da 380 a 240 per stagione — una riduzione del 37%.
Diritti degli abbonati agli stadi. I tifosi che hanno acquistato abbonamenti pluriennali hanno aspettative legittime sul numero e sulla qualità delle partite offerte. Una modifica strutturale del campionato potrebbe aprire la strada a controversie relative alla tutela dei diritti contrattuali degli abbonati.
Accordi collettivi con i calciatori. L'Associazione Italiana Calciatori (AIC) è parte contraente degli accordi collettivi che regolano i rapporti di lavoro nel calcio professionistico. Qualsiasi riforma che incida sull'occupazione — attraverso retrocessioni forzate o riduzione delle squadre — deve essere negoziata anche con l'AIC, pena eventuali azioni legali collettive.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo informativo e non costituiscono consulenza legale. Per una valutazione specifica di situazioni contrattuali o lavorative nel settore sportivo, è necessario consultare un avvocato qualificato in diritto sportivo.
L'angolo dell'esperto: quando serve un avvocato sportivo?
La vicenda De Laurentiis illustra quanto sia complesso il panorama legale del calcio professionistico. Un avvocato specializzato in diritto sportivo può essere determinante in diverse situazioni:
- Redazione e revisione di contratti di prestazione sportiva con clausole di retrocessione
- Negoziazione di accordi di risoluzione anticipata o rinnovo in caso di cambio di categoria
- Tutela dei diritti del calciatore in caso di convocazione in Nazionale con infortunio conseguente
- Assistenza a club e tifosi in caso di modifiche alle condizioni dei campionati
Se sei un calciatore, un procuratore o un dirigente sportivo alle prese con questioni contrattuali, gli avvocati specializzati in diritto sportivo su Expert Zoom possono offrire una prima consulenza qualificata.
