De Laurentiis e Allegri dopo Venezia: cosa succede al contratto di un allenatore esonerato

Tifosi e giocatori del Napoli festeggiano in campo

Photo : Hanson K Joseph / Wikimedia

Sofia Sofia GalloAvvocati
6 min di lettura 18 ottobre 2026

Dopo il ko per 1-0 a Venezia di sabato 17 ottobre 2026, il Napoli è all'ottavo posto con 10 punti in sei giornate e il presidente Aurelio De Laurentiis, secondo il Corriere dello Sport, sarebbe rimasto perplesso dalle scelte di formazione di Massimiliano Allegri. Per Il Mattino la linea però non cambia: "Max non si tocca, si va avanti con lui". Ma cosa succede, sul piano giuridico, quando un club valuta di separarsi dal proprio allenatore?

Cosa è successo a Venezia e perché si parla di esonero

Il Napoli ha perso 1-0 al Penzo contro il Venezia di Davide Nicola. Secondo la Gazzetta dello Sport, citata da CalcioNapoli24 il 18 ottobre 2026, Allegri ha perso la quinta partita su nove da quando guida la squadra. Il bilancio in campionato è di 3 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte.

Le voci sul presidente vanno lette con prudenza. Si tratta di indiscrezioni di stampa, non di dichiarazioni ufficiali, e lo stesso Corriere dello Sport precisa che la perplessità non equivale a una contestazione formale dell'allenatore. Il Mattino riferisce anzi che la società non valuta alternative.

Il tema resta però concreto per migliaia di tifosi e per chiunque lavori con un contratto a termine. Quando una squadra va male, la parola "esonero" torna in ogni conversazione. Pochi sanno però che cosa comporti davvero.

Il contratto di un allenatore: la domanda che tutti si pongono

Un club può mandare via un allenatore quando vuole?

Sì, nel senso che la società può decidere di non utilizzare più le prestazioni del tecnico. Ma l'esonero non cancella il contratto. Il rapporto tra club e allenatore è di lavoro sportivo, regolato dalla legge 23 marzo 1981, n. 91 e dagli accordi collettivi di categoria. Il contratto ha una durata determinata e prevede un compenso per tutta la sua vigenza.

Se la società interrompe il rapporto senza una giusta causa, di regola l'allenatore conserva il diritto alla retribuzione residua. Le somme possono essere pagate subito, a rate oppure oggetto di una transazione. Per questo molti esoneri si chiudono con un accordo di risoluzione consensuale.

La giusta causa è un'ipotesi ristretta: gravi inadempimenti o violazioni disciplinari, non una serie negativa di risultati. Perdere cinque partite non è, da solo, un motivo per non pagare.

Perché il tema riguarda anche chi non allena nessuno

La stessa logica vale per molti professionisti con un contratto a tempo determinato. Il licenziamento, la risoluzione anticipata e le clausole di recesso funzionano in modo simile: conta cosa è scritto nel contratto e cosa prevedono le norme applicabili. Un avvocato giuslavorista legge queste clausole prima che nasca la controversia, non dopo.

Un caso concreto: cosa cambia per un contratto biennale

Facciamo un esempio di fantasia, che non riguarda i compensi reali di nessun club. Un tecnico firma il 1° luglio 2026 un contratto biennale con scadenza al 30 giugno 2028, a 2 milioni di euro netti a stagione.

Il club lo solleva dall'incarico il 20 novembre 2026, dopo quattro mesi e mezzo. Mancano circa diciannove mesi e mezzo alla scadenza. Se l'esonero avviene senza giusta causa, la retribuzione residua supera i 3 milioni di euro netti.

A questo punto si aprono tre strade:

  • Pagamento integrale: il club versa il residuo e il tecnico resta libero di firmare altrove, salvo diverse clausole.
  • Transazione: le parti concordano una cifra inferiore, ad esempio 2,2 milioni, in cambio di una chiusura immediata del rapporto.
  • Compensazione con il nuovo ingaggio: se il contratto lo prevede, quanto il tecnico guadagna con un'altra panchina riduce l'importo dovuto.

Se invece nel contratto c'è una clausola di risoluzione anticipata con importo prefissato, ad esempio 1,5 milioni, la somma è già definita e la trattativa si riduce. Se manca, tutto dipende dall'interpretazione delle norme e degli accordi collettivi. Un dettaglio redazionale fa la differenza di centinaia di migliaia di euro.

Esonero, richiamo e rischio di doppio stipendio

Un'altra situazione tipica è l'esonero seguito da un ripensamento. Succede che il club sollevi il tecnico dall'incarico, ma continui a pagarlo fino alla scadenza, e che nel frattempo assuma un sostituto. Per la società il costo si somma: due stipendi per la stessa panchina.

Per questo molti club preferiscono trattare prima di decidere. Il tecnico, dal canto suo, valuta se accettare una cifra più bassa pur di tornare subito sul mercato. Una buona trattativa tiene conto di tre elementi: quanto manca alla scadenza, quanto è probabile trovare un nuovo ingaggio e quali clausole limitano il passaggio a un altro club.

Anche i premi pesano. Se il contratto prevede un bonus per la qualificazione alle coppe europee, l'allenatore esonerato prima della fine della stagione può rivendicarlo oppure rinunciarvi nella transazione. Va stabilito per iscritto, perché in assenza di una clausola chiara la controversia può finire davanti agli organi di giustizia sportiva o al giudice del lavoro.

Il parere dell'esperto: leggere il contratto prima della crisi

Il lavoro dell'avvocato è quasi sempre preventivo. Le clausole che pesano di più in un esonero sono quattro: durata, compenso residuo, eventuali premi legati ai risultati e obblighi di non concorrenza. Una formula ambigua su uno di questi punti può bloccare una trattativa per mesi.

Lo stesso vale per i collaboratori dello staff tecnico. Preparatori, vice e analisti hanno spesso contratti collegati a quello dell'allenatore. Se il capo esce, la loro posizione va chiarita subito, con tempi e importi propri.

Per chi vuole capire meglio come si leggono le clausole di un contratto sportivo, il nostro approfondimento sui diritti e le clausole del contratto di Gattuso alla Lazio mostra un caso recente. Per il lato dei calciatori, è utile anche il caso di Lukaku fuori rosa al Napoli.

Cosa fare se hai un contratto a termine

Il caso dell'allenatore è soltanto la versione più visibile di un problema comune. Nel lavoro dipendente a termine, nelle collaborazioni e negli incarichi professionali, la fine anticipata del rapporto genera ogni anno un numero elevato di controversie, spesso perché le parti non avevano messo per iscritto cosa succede in caso di interruzione. Quando i risultati peggiorano, i margini di trattativa si restringono: prepararsi prima costa meno che rincorrere dopo.

Che tu sia un tecnico, un dipendente o un consulente, alcune mosse valgono sempre.

  1. Rileggi durata e recesso. Controlla la data di scadenza, il preavviso e cosa prevede il contratto in caso di interruzione anticipata.
  2. Conserva ogni comunicazione. Email, messaggi e verbali di incontri servono a dimostrare cosa è stato promesso e quando.
  3. Non firmare una risoluzione senza averla letta. Le rinunce incluse in un accordo transattivo sono spesso definitive.
  4. Chiedi un parere prima di rispondere. Un confronto con un avvocato prima di accettare una cifra evita di lasciare sul tavolo somme che ti spettano.

Nel caso del Napoli, le prossime settimane diranno se le indiscrezioni su Allegri resteranno tali. La squadra tornerà in campo in Champions League contro il Bodø/Glimt, e la fiducia della società sarà messa alla prova dal risultato. Qualunque sia l'esito, il principio resta valido per tutti: un contratto a termine tutela solo chi ne conosce i dettagli.

Se hai un contratto in scadenza, una risoluzione da valutare o una controversia con il tuo datore di lavoro, su Expert Zoom puoi confrontarti con un avvocato esperto di diritto del lavoro e sportivo e capire quali sono i tuoi diritti prima di firmare.

Le informazioni di questo articolo hanno finalità divulgativa e non costituiscono consulenza legale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un avvocato abilitato.

Vantaggi

Risposte rapide e precise per tutte le tue domande e richieste di assistenza in più di 200 categorie.

Migliaia di utenti hanno ottenuto una soddisfazione di 4,9 su 5 per i consigli e le raccomandazioni fornite dai nostri assistenti.