Cristiano Ronaldo è stato convocato per i Mondiali 2026, il sesto della sua carriera. A 41 anni e 4 mesi, il fuoriclasse portoghese diventa il primo calciatore della storia a partecipare a sei edizioni della Coppa del Mondo, dopo aver superato indenne — almeno per ora — un infortunio muscolare rimediato a fine febbraio con l'Al-Nassr.
La sua convocazione, ufficializzata dal CT Roberto Martínez il 19 maggio 2026, riapre il dibattito sui limiti biologici della carriera dei calciatori d'élite. Il Portogallo aprirà il Mondiale il 13 giugno contro la Colombia nel Gruppo K, dopo due amichevoli preparatorie contro Cile (6 giugno, vicino Lisbona) e Nigeria (10 giugno).
Il caso clinico: come si recupera a 41 anni
L'infortunio di febbraio è stato di tipo muscolare — una lesione al bicipite femorale destro che lo ha tenuto fuori per circa cinque settimane. A 25 anni, un atleta professionista recupera da una lesione di primo grado in 14-21 giorni. A 41, secondo gli studi di medicina dello sport, lo stesso infortunio richiede in media il 30-40% di tempo in più.
Il motivo è biologico: la riduzione progressiva della massa muscolare magra (sarcopenia), il calo dell'IGF-1 (un fattore di crescita coinvolto nella riparazione tissutale) e una diminuita capacità di sintesi proteica rendono il muscolo più lento a rigenerarsi. Un calciatore over 40 deve quindi adattare allenamento, alimentazione e protocolli di recupero.
Secondo i dati pubblicati dall'Istituto Superiore di Sanità, la massa muscolare cala in media dell'1-2% all'anno dopo i 30 anni se non si effettuano allenamenti di forza specifici. Ronaldo è un'eccezione documentata: il suo team medico ha investito oltre un decennio in protocolli di crioterapia, recupero attivo e dieta ad alta densità proteica.
Cosa imparare dalla sua preparazione
I principi che hanno permesso a Ronaldo di arrivare a 41 anni come professionista titolare sono applicabili — con le dovute proporzioni — a chiunque pratichi sport amatoriale dopo i 40.
Il primo cardine è l'allenamento di forza. La letteratura scientifica concorda nel ritenere il sollevamento pesi (con carichi moderati e ripetizioni controllate) come l'intervento più efficace contro la perdita di massa muscolare legata all'età. Tre sessioni settimanali, ciascuna di 40-50 minuti, sono sufficienti per ottenere benefici significativi negli adulti sani.
Il secondo è la gestione del sonno. Ronaldo dorme tra le 7 e le 9 ore per notte, suddivise in più "pisolini" durante la giornata — un protocollo seguito da diversi atleti professionisti. Il sonno profondo è la fase in cui il corpo produce GH (ormone della crescita) ed esegue la maggior parte della riparazione muscolare.
Il terzo è la prevenzione degli infortuni. A 41 anni, recuperare da uno strappo richiede settimane di stop dalla competizione. Riscaldamento prolungato, mobilità articolare, lavoro propriocettivo: sono routine che riducono il rischio di lesioni del 30-50% negli atleti maturi, secondo gli studi sulla medicina dello sport.
L'angolo dell'esperto: quando consultare un medico
Sport e invecchiamento è un binomio sempre più frequente: la quota di italiani over 50 che praticano attività fisica regolare è cresciuta dal 18% al 31% negli ultimi dieci anni. Ma se non si è Ronaldo, è fondamentale sottoporsi a controlli periodici prima di intensificare l'attività.
Un medico dello sport può effettuare valutazioni che vanno oltre il certificato di idoneità sportiva agonistica o non agonistica: ecocardiogramma da sforzo, test cardiopolmonari, valutazione della composizione corporea con bioimpedenziometria. Sono esami che individuano patologie silenti — aritmie da sforzo, ischemie subcliniche, alterazioni del ritmo — prima che si manifestino durante l'attività.
La consulenza diventa essenziale anche dopo un infortunio. Tornare a correre dopo uno strappo o un'operazione al ginocchio senza un protocollo strutturato di riabilitazione espone a recidive nel 40-60% dei casi entro 12 mesi. Un fisiatra o un medico dello sport elabora un percorso personalizzato che integra ortopedico, fisioterapista e preparatore atletico.
Per chi gestisce patologie croniche — ipertensione, diabete di tipo 2, dislipidemie — l'esercizio fisico è una prescrizione vera e propria. Tipo di attività, intensità, frequenza e interazione con i farmaci vanno calibrati da un professionista, non improvvisati seguendo tutorial online.
Cosa fare prima di tornare a giocare a 41 anni (o più)
Se hai superato i 40 anni e vuoi riprendere il calcio amatoriale, la corsa o uno sport di squadra dopo una pausa prolungata, segui un percorso strutturato in tre passaggi.
Prima fase: visita medico-sportiva completa. Non basta il certificato del medico di base. Un medico dello sport eseguirà ECG sotto sforzo, valutazione della pressione arteriosa, anamnesi familiare e — se necessario — esami del sangue per profilo lipidico, glicemia e funzionalità tiroidea.
Seconda fase: condizionamento progressivo. Per i primi 6-8 settimane, l'attività dovrebbe concentrarsi su rinforzo muscolare e capacità aerobica di base. Camminata veloce, cyclette, nuoto e palestra preparano cuore e muscoli al carico più intenso degli sport con scatti e cambi di direzione.
Terza fase: ripresa graduale dello sport. La regola dei "10 minuti di gioco aggiunti a settimana" funziona bene per minimizzare il rischio di infortuni. Cominciare con partite di 20-30 minuti, aumentare progressivamente, e mantenere almeno un giorno di riposo completo tra una sessione e l'altra.
La carriera di Cristiano Ronaldo è straordinaria proprio perché smentisce decenni di convinzioni sui limiti dell'età nello sport professionistico. Ma dietro al fenomeno c'è una squadra di medici, fisiologi, nutrizionisti e preparatori. Per gli amatori over 40 che vogliono giocare in sicurezza, costruire un team di esperti locale — medico dello sport, fisioterapista, eventualmente nutrizionista — è il primo passo per continuare a praticare lo sport che si ama senza pagarne il prezzo in infortuni e lesioni.

Anna Conti