Augias e "Le Fabbriche della Verità": chi paga legalmente per le fake news in Italia?

Corrado Augias al Salone del Libro di Torino 2016, giornalista e scrittore italiano

Photo : Andrea Pellegrini / Wikimedia

4 min di lettura 4 maggio 2026

Stasera, lunedì 4 maggio 2026, Corrado Augias torna su La7 con una nuova puntata de "La Torre di Babele" intitolata "Finimondo – Le Fabbriche della Verità". Ospiti della serata Walter Veltroni e Luciano Canfora, per affrontare la domanda che attraversa il nostro tempo: chi costruisce la verità oggi? Chi ha il potere di far credere qualcosa a milioni di persone? E soprattutto — perché questo riguarda anche te — chi risponde legalmente quando quella "verità" è falsa?

La Torre di Babele e le fabbriche del falso

Il titolo scelto da Augias per la puntata di questa sera è quanto mai evocativo: "Fabbriche della Verità" è il termine con cui ormai gli analisti descrivono i meccanismi industriali della disinformazione. Non più singoli bugiardi o pettegolezzi di quartiere, ma vere e proprie strutture organizzate — professionali, spesso automatizzate — che producono notizie false, manipolate o decontestualizzate a scala industriale.

Veltroni e Canfora porteranno in studio prospettive diverse su come la comunicazione politica e l'informazione pubblica si siano trasformate nell'era dei social media e dell'intelligenza artificiale. Il tema non è solo accademico: la disinformazione ha conseguenze reali su vite reali, su elezioni, su decisioni di salute pubblica, su mercati finanziari.

Dal punto di vista giuridico, la domanda è: in Italia, chi paga quando una notizia falsa causa un danno?

Cosa dice la legge italiana sulle fake news

In Italia non esiste ancora una legge specifica che definisca e sanzioni le "fake news" come fattispecie autonoma. Tuttavia, il nostro ordinamento offre già diversi strumenti per tutelare chi viene danneggiato dalla diffusione di informazioni false.

Diffamazione (art. 595 c.p.): Chiunque comunichi con più persone notizie false che ledono la reputazione di una persona può essere perseguito penalmente. Se il mezzo è la stampa o internet, la pena è aggravata. La diffamazione a mezzo social media è oggi equiparata alla diffamazione a mezzo stampa dalla giurisprudenza italiana consolidata.

Aggiotaggio e manipolazione del mercato: Se una notizia falsa viene diffusa per influenzare il valore di titoli azionari o per turbare il mercato, si configura il reato di aggiotaggio, punito dall'art. 501 c.p. e dalla normativa finanziaria (D.Lgs. 58/1998, TUF).

Responsabilità civile: Indipendentemente dalla rilevanza penale, chi subisce un danno economico o reputazionale a causa di informazioni false può agire in giudizio per il risarcimento del danno ai sensi dell'art. 2043 c.c.

Cybercrime: La diffusione dolosa di notizie false attraverso sistemi informatici può configurare altri reati, come l'art. 617-quinquies c.p. (interferenze illecite nelle comunicazioni) o la frode informatica.

Chi è responsabile: autore, piattaforma o entrambi?

Una delle questioni più dibattute nel diritto digitale contemporaneo riguarda la responsabilità delle piattaforme. Quando una fake news viene amplificata da Facebook, X o TikTok, chi risponde del danno?

Il Digital Services Act (DSA) europeo, entrato in vigore nel 2024, ha introdotto nuovi obblighi per le grandi piattaforme digitali: devono rimuovere contenuti illegali, contenere la diffusione di disinformazione e garantire maggiore trasparenza sugli algoritmi di raccomandazione. Le piattaforme che non ottemperano rischiano sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo.

In Italia, l'AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) ha poteri di vigilanza sulla corretta informazione e può intervenire sia sulle emittenti tradizionali sia sui servizi digitali. Dal 2024, AGCOM ha anche competenze specifiche sull'applicazione del DSA nel territorio italiano.

Come evidenziato anche da recenti analisi sull'evoluzione dell'intelligenza artificiale e la sua capacità di generare contenuti, la generazione automatica di contenuti falsi tramite AI è diventata una delle sfide più urgenti per il diritto dell'informazione.

Il confine tra satira e diffamazione

Non tutta la notizia falsa è illegale. La satira è una forma di espressione costituzionalmente protetta, anche quando esagera, distorce o inventa situazioni fittizie legate a persone reali — soprattutto personaggi pubblici.

La giurisprudenza italiana ha fissato alcuni criteri per distinguere la satira legittima dalla diffamazione: l'intenzione critica deve essere riconoscibile, il contesto deve rendere evidente che si tratta di satira, e la notizia non deve presentarsi come vera. Come discusso nel caso di Fabrizio Corona e la libertà di stampa, quando manca chiarezza sul carattere satirico di un contenuto, il confine con la diffamazione diventa sottile.

Il problema esplode sui social media, dove i contenuti satirici vengono spesso decontestualizzati, condivisi senza la nota satirica originale e finiscono per circolare come notizie reali.

Come tutelarsi quando sei vittima di fake news

Se sei una persona o un'azienda che ha subìto un danno reputazionale o economico a causa di una notizia falsa, un avvocato specializzato in diritto dell'informazione e diffamazione può aiutarti a:

  • Valutare se la notizia falsa integra gli estremi di un reato (diffamazione, aggiotaggio, concorrenza sleale)
  • Predisporre una querela o un esposto all'Autorità competente
  • Agire civilmente per il risarcimento del danno materiale e morale
  • Richiedere alla piattaforma la rimozione urgente del contenuto
  • Ottenere una rettifica obbligatoria se il contenuto è apparso su una testata registrata

In un'epoca in cui "Le Fabbriche della Verità" lavorano a pieno regime — come ci ricorda Augias stasera su La7 — conoscere i propri diritti legali di fronte alla disinformazione è una forma di autodifesa democratica.

La verità non è un optional: il ruolo dell'avvocato

Il dibattito che Corrado Augias porterà stasera in televisione con Veltroni e Canfora è importante, ma la risposta alla disinformazione non può restare solo nella sfera culturale. Serve anche una risposta giuridica, concreta e accessibile.

Se sei vittima di fake news o hai bisogno di capire i tuoi diritti in materia di informazione, reputazione digitale e disinformazione, su Expert Zoom puoi trovare avvocati specializzati in diritto dell'informazione, della privacy e del digitale pronti ad assisterti.

Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere legale. Per situazioni specifiche, consulta sempre un professionista del diritto.

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