Il prezzo del cherosene per riscaldamento ha subito un'impennata significativa nel 2026, con aumenti che in alcuni mesi hanno superato il 38% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La causa principale è il conflitto in Iran, che ha creato instabilità sui mercati petroliferi globali e spinto i prezzi dei combustibili liquidi ai massimi degli ultimi anni. Per le famiglie che riscaldano casa con stufe a cherosene — soluzione ancora diffusa in molte zone rurali e periurbane italiane — l'impatto in bolletta è immediato e concreto.
Cos'è il cherosene e chi lo usa ancora in Italia
Il cherosene (detto anche kerosene o combustibile per stufe a liquido) è un distillato del petrolio utilizzato principalmente in stufe portatili a combustione e, in misura minore, in sistemi di riscaldamento di piccoli locali o seconde case. Non va confuso con il gasolio da riscaldamento o con il carburante aeronautico, che appartengono a categorie fiscali diverse.
In Italia si stima che circa 800.000 famiglie — concentrate soprattutto in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e nelle zone appenniniche — utilizzino ancora stufe a cherosene come fonte di calore principale o sussidiaria. Si tratta spesso di abitazioni non allacciate alla rete del gas metano, per le quali il cherosene rappresenta una soluzione economicamente accessibile o praticamente obbligata.
Secondo i dati di GlobalPetrolPrices.com aggiornati ad aprile 2026, il prezzo medio del cherosene in Italia si attesta intorno a 1,48 euro al litro, con punte di 1,62 euro nelle aree più isolate dove il costo di trasporto incide maggiormente.
L'aumento dei prezzi: cause e prospettive
L'incremento dei prezzi del cherosene non è un fenomeno isolato: si inserisce in un contesto più ampio di rialzo generalizzato dei carburanti e dei combustibili liquidi in Italia. Come già avvenuto per benzina e gasolio, anche il cherosene risente dell'effetto delle tensioni geopolitiche sui mercati dell'energia.
A complicare il quadro, l'esaurimento temporaneo degli sconti sulle accise — introdotti dal governo italiano e poi prorogati più volte — ha lasciato le famiglie esposte al prezzo pieno. A differenza dei carburanti per autotrazione, il cherosene per uso domestico non beneficia di agevolazioni fiscali strutturali: l'IVA applicata è del 22%, la stessa dei beni non di prima necessità.
Le previsioni per l'estate 2026 indicano una possibile stabilizzazione dei prezzi, legata all'eventuale allentamento delle tensioni geopolitiche e a una domanda stagionalmente inferiore (le stufe a cherosene sono usate principalmente da ottobre ad aprile). Tuttavia, molti analisti energetici ritengono che il calo sarà parziale e che i prezzi resteranno ben al di sopra dei livelli del 2023.
Come ridurre il consumo di cherosene: consigli pratici
Un artigiano specializzato in impianti di riscaldamento può aiutarti a ridurre i consumi senza rinunciare al comfort termico. Ecco alcune delle soluzioni più efficaci verificate sul campo:
Manutenzione del bruciatore. Una stufa a cherosene mal regolata consuma fino al 20% di combustibile in più rispetto a una correttamente tarata. La pulizia del bruciatore, la sostituzione dello stoppino e la verifica della pompa di alimentazione sono operazioni da eseguire almeno una volta all'anno, preferibilmente a settembre.
Isolamento dell'ambiente. L'80% del calore prodotto da una stufa si disperde attraverso pareti e finestre mal isolate. Un cappotto interno o il semplice taping delle finestre con guarnizioni termiche può ridurre il fabbisogno energetico del locale del 15-25%, abbattendo proporzionalmente il consumo di cherosene.
Orari e temperature. Le stufe a cherosene moderne con termostato permettono di programmare l'accensione e lo spegnimento automatico. Abbassare la temperatura di soli 2°C durante la notte riduce il consumo giornaliero di circa il 12%.
Valutare il passaggio a fonti alternative. Se il consumo annuale di cherosene supera i 500 litri, potrebbe essere economicamente conveniente valutare l'installazione di una pompa di calore a bassa temperatura, che in Italia beneficia dell'Ecobonus al 65%. Un artigiano termotecnico può eseguire un'analisi comparativa dei costi su base decennale.
Come spiegato nell'articolo Gas in calo ad aprile 2026, la scelta del sistema di riscaldamento più conveniente dipende fortemente dal profilo di consumo e dalle caratteristiche dell'immobile: una valutazione professionale è quasi sempre un investimento che si ripaga in pochi mesi.
I diritti del consumatore sul prezzo del cherosene
A differenza del gas naturale, il cherosene per uso domestico non è soggetto a tariffe regolate dall'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). I distributori possono quindi praticare prezzi liberi, con variazioni significative anche a livello locale.
Questo non significa che il consumatore sia privo di tutele. Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005) prevede che il prezzo finale sia sempre comunicato chiaramente prima dell'acquisto, incluse le eventuali spese di consegna. Se un distributore applica aumenti non comunicati o pratiche scorrette, il consumatore può presentare un esposto all'AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) tramite il sito ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Per chi si trova in difficoltà economica a causa del caro-energia, il Bonus Sociale Elettrico e Gas può essere richiesto tramite il CAF: nel 2026 la soglia ISEE è stata elevata a 9.530 euro (o 20.000 euro per famiglie con più di tre figli).
Quando rivolgersi a un esperto
Il caro-cherosene è un problema concreto, ma esistono soluzioni pratiche che possono ridurre significativamente l'impatto economico. Un artigiano specializzato in impianti termici può:
- Eseguire la manutenzione e ottimizzazione della stufa
- Valutare interventi di isolamento termico con calcolo del ritorno sull'investimento
- Supportarti nella richiesta di incentivi e detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica
Su ExpertZoom puoi trovare artigiani qualificati nella tua zona, disponibili per un sopralluogo e una stima senza impegno. In un momento in cui i prezzi dell'energia non danno tregua, affidarsi a un esperto è il modo più efficace per riprendere il controllo dei propri costi di riscaldamento.
