Certificazione Unica INPS 2026: come verificarla e cosa fare se ci sono errori prima del 730

Commercialista italiano che esamina documenti della Certificazione Unica INPS 2026 alla scrivania

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Sofia Sofia RomanoConsulenza Patrimoniale
4 min di lettura 2 maggio 2026

Maggio è il momento cruciale per chi deve presentare la dichiarazione dei redditi: il modello 730 precompilato è disponibile dall'Agenzia delle Entrate dal 30 aprile 2026, e migliaia di contribuenti italiani si trovano a confrontare i dati inseriti con la Certificazione Unica (CU) ricevuta da INPS e datori di lavoro. Ma quest'anno, molti stanno scoprendo discrepanze — importi errati, redditi mancanti, ritenute sbagliate — che rischiano di trasformarsi in problemi fiscali seri se non corretti in tempo.

La Certificazione Unica 2026 è il documento che attesta i redditi percepiti nell'anno 2025: stipendi, pensioni, indennità di disoccupazione (NASpI), assegno di maternità, cassa integrazione, assegno per il nucleo familiare. Chi riceve la CU da INPS ha il diritto — e l'obbligo — di verificarne la correttezza prima di firmare il 730.

Cos'è la Certificazione Unica e perché è così importante nel 2026

Introdotta nel 2015 in sostituzione del vecchio CUD, la CU viene trasmessa telematicamente all'Agenzia delle Entrate entro il 16 marzo di ogni anno. Il contribuente la riceve — in forma cartacea o digitale — da parte del sostituto d'imposta: l'azienda dove lavora, l'INPS per le prestazioni previdenziali, l'INAIL per gli infortuni, i committenti per i rapporti di lavoro autonomo.

Nel 2026 il contesto è cambiato: la riforma IRPEF introdotta dal governo ha modificato le aliquote fiscali e i criteri delle detrazioni per lavoro dipendente e pensione. Questo rende più probabile che le ritenute calcolate sulla CU risultino non perfettamente allineate con la situazione fiscale del singolo contribuente.

Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, oltre 40 milioni di CU vengono trasmesse ogni anno in Italia. Anche una piccola percentuale di errori si traduce in milioni di pratiche da correggere.

I tre errori più comuni nella CU INPS 2026

I professionisti della consulenza fiscale segnalano tre tipologie di errori ricorrenti nella CU emessa da INPS per il 2026:

1. Redditi non cumulati o riportati in modo errato Chi ha percepito più prestazioni INPS nello stesso anno (ad esempio pensione + cassa integrazione, oppure NASpI + maternità) potrebbe trovare i redditi riportati in modo frammentato o incompleto. Questo può generare anomalie nel calcolo delle detrazioni spettanti.

2. Ritenute calcolate su aliquota errata Con le modifiche IRPEF 2025-2026, alcuni contribuenti — in particolare i pensionati con redditi nella fascia 15.000-28.000 euro — potrebbero aver subìto ritenute calcolate sull'aliquota del secondo scaglione anziché del primo. La correzione avviene in sede di dichiarazione, ma è bene essere consapevoli della differenza.

3. Mancato riconoscimento di detrazioni familiari Se avete un familiare a carico (figli, coniuge non separato, anziani non autosufficienti) e le relative detrazioni non compaiono nella CU, potrebbero non essere state comunicate correttamente al datore di lavoro o all'INPS. In questi casi è necessario inviare una comunicazione integrativa.

Come leggere la CU: i campi chiave

La Certificazione Unica è un documento complesso. Ecco i campi che un consulente fiscale verificherà per prima cosa:

  • Punto 1 e 2: Redditi da lavoro dipendente o pensione — somma lorda annua percepita
  • Punto 7: Ritenute IRPEF operate — imposte già pagate durante l'anno
  • Punto 22-23: Detrazioni per lavoro dipendente/pensione riconosciute
  • Punto 100-110: Detrazioni per familiari a carico (figli, coniuge)
  • Punto 401 e seguenti: Redditi assimilati (co.co.co., borse di studio, ecc.)

Se il punto 7 (ritenute) vi sembra basso rispetto al reddito indicato al punto 1, o se le detrazioni dei punti 22-23 non compaiono, è il segnale più chiaro che qualcosa non va.

Cosa fare se trovate un errore

Entro quando agire? Il 730 ordinario si presenta entro il 30 settembre 2026 (online via CAF o professionista) o entro il 31 ottobre se in forma autonoma. Ma prima della firma è fondamentale far verificare la CU da un esperto.

La procedura standard:

  1. Segnalate l'errore al sostituto d'imposta (INPS o datore di lavoro) che ha emesso la CU — hanno l'obbligo di correggerla con una CU sostitutiva
  2. Conservate la comunicazione scritta della segnalazione, con data e numero di protocollo
  3. In caso di mancata correzione, il consulente fiscale può presentare il 730 con i dati corretti allegando documentazione probatoria

Un commercialista o un consulente del lavoro può verificare per voi la coerenza tra CU, buste paga dell'anno e la situazione familiare, garantendo che la dichiarazione — precompilata o meno — sia corretta e che non perdiate detrazioni spettanti.

Quando il consulente fa davvero la differenza

L'utilizzo del 730 precompilato è in crescita: oltre 3 milioni di italiani lo hanno già accettato senza modifiche nella sessione 2025. Ma accettare un 730 precompilato con errori nella CU di riferimento significa accettare un'imposta potenzialmente sbagliata. Non necessariamente a vostro svantaggio — ma spesso sì.

Le situazioni in cui è più utile rivolgersi a un consulente patrimoniale o a un commercialista su Expert Zoom:

  • Avete avuto più datori di lavoro o fonti di reddito nel 2025
  • Avete percepito prestazioni INPS di diverso tipo nello stesso anno
  • Avete cambiato stato civile o avuto figli nel 2025
  • Volete recuperare detrazioni per spese sanitarie, ristrutturazione, interessi sul mutuo non incluse nel precompilato

La Certificazione Unica è il punto di partenza del sistema fiscale italiano. Verificarla con attenzione — prima di firmare qualsiasi documento — è il modo più efficace per pagare le tasse giuste: né di più, né di meno.


Questo articolo ha finalità informativa. Per una consulenza fiscale personalizzata, consultate un commercialista o un consulente del lavoro qualificato.

Crediti fotografici : Questa immagine è stata generata dall'intelligenza artificiale.

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