Ferretti Group, 14 maggio: Weichai vs KKCG — cosa rischiano gli azionisti di minoranza
Il 14 maggio 2026, l'assemblea straordinaria del Ferretti Group si riunisce per rinnovare il consiglio di amministrazione. Dietro la procedura di routine si nasconde però una guerra aziendale che dura da mesi: da un lato Weichai Group, il colosso cinese delle motorizzazioni con il 39,3% del capitale; dall'altro KKCG Maritime del miliardario ceco Karel Komárek, salito al 23,2% dopo una scalata durata mesi. Per gli azionisti di minoranza — circa il 37% del flottante — la domanda è una sola: cosa succede ai miei diritti?
Come si è arrivati allo scontro
Ferretti Group è uno dei leader mondiali nella cantieristica da diporto. Con marchi come Riva, Pershing, Itama, Bertram e CRN, la società ha sede a Forlì ed è quotata alla Borsa di Hong Kong dal 2022. La struttura azionaria è sempre stata complessa: un azionista di controllo cinese e una governance che Linkiesta ha definito "un banco di prova per la strategia italiana sulla Cina".
Nel corso del 2025, KKCG Maritime ha lanciato un'OPA parziale a 3,90 euro per azione, portando la sua quota al 23,2% del capitale. Weichai ha risposto consolidando la propria posizione al 39,3%, rifiutando l'offerta e depositando una lista di candidati al CdA contrapposta a quella di KKCG. L'assemblea del 14 maggio è il campo di battaglia finale: chi vince il voto controlla la governance.
Nel 2025, secondo la stampa specializzata, la Procura di Milano aveva aperto un'indagine per presunto spionaggio industriale negli uffici di Ferretti, archiviata nel 2026. Un episodio che ha ulteriormente acceso i riflettori sulla fragilità dei rapporti tra i soci.
OPA e soglie: quando scatta la tutela obbligatoria
Per capire cosa possono fare gli azionisti di minoranza, è fondamentale conoscere il Testo Unico della Finanza (D.Lgs. 58/1998) e la normativa CONSOB sulle Offerte Pubbliche di Acquisto. Esistono due soglie chiave.
La prima è la soglia del 30%: se un soggetto acquisisce una partecipazione superiore al 30% del capitale con diritto di voto, scatta l'obbligo di OPA totalitaria. Significa che l'acquirente deve obbligatoriamente offrire a tutti gli azionisti di acquistare le loro azioni allo stesso prezzo. Nel caso Ferretti, KKCG si è fermata al 23,2%: la soglia non è stata raggiunta, ma ogni ulteriore acquisto viene monitorato con attenzione dal mercato.
La seconda è la soglia del 90%: se dopo un'OPA un soggetto raggiunge il 90% del capitale, ottiene il diritto di squeeze-out, ovvero di acquistare forzatamente le azioni dei soci residui a un prezzo determinato dalla CONSOB. Per gli azionisti di minoranza, questa soglia rappresenta il momento in cui l'uscita diventa inevitabile.
Secondo CONSOB, il regolamento sulle OPA "è ispirato a due finalità generali: la tutela degli azionisti e l'efficienza dei mercati, in particolare del mercato per il controllo societario". Per approfondire i diritti degli azionisti in caso di OPA, il portale istituzionale CONSOB offre una guida dettagliata alle offerte pubbliche di acquisto per gli investitori.
I diritti esercitabili in assemblea
Chi detiene azioni ordinarie di Ferretti Group ha diritto di voto in assemblea. Il 14 maggio, la votazione su due liste contrapposte per il CdA sarà il cuore della battaglia. KKCG ha proposto un board di 10 membri con Komárek come presidente, includendo nomi come Stefano Domenicali, Alberto Galassi e Piero Ferrari. Weichai difende l'assetto attuale.
Un avvocato specializzato in diritto societario spiega che "in situazioni di governance conflittuale come questa, gli azionisti di minoranza devono esercitare il diritto di voto con piena consapevolezza: valutare non solo i candidati, ma le implicazioni strategiche di ciascuna opzione per il valore del proprio investimento".
Anche i piccoli azionisti hanno tutele formali:
- Diritto di intervento: ogni azionista può partecipare all'assemblea (in formato virtuale, come previsto per il 14 maggio) e intervenire nel dibattito.
- Diritto di informazione: la società è tenuta a pubblicare le liste dei candidati, i curriculum, e tutta la documentazione relativa all'assemblea con congruo anticipo.
- Azione di responsabilità: se le delibere assembleari dovessero causare un danno agli azionisti di minoranza, esiste la possibilità di proporre azioni legali contro gli amministratori.
Il fattore geopolitico: golden power e investimenti cinesi
Il caso Ferretti solleva anche una questione più ampia che riguarda il diritto italiano ed europeo: quanto è sicuro avere un azionista cinese di controllo relativo in un'industria del made-in-Italy con applicazioni duali — civili e militari?
L'Italia ha potenziato negli ultimi anni la normativa sul golden power, estendendo i poteri speciali del governo ai settori della difesa, energia, reti di comunicazione e tecnologie critiche. La cantieristica navale, con i suoi legami con la marina militare e la produzione di imbarcazioni per la difesa, rientra potenzialmente in questi ambiti.
Il governo può oggi richiedere notifiche preventive e imporre condizioni o veti alle operazioni di investimento estero che riguardino infrastrutture strategiche. Per le imprese che si trovano in situazioni simili — un azionista straniero che cresce nel capitale — è fondamentale avere un consulente legale specializzato che monitori le obbligazioni di notifica ed eventuali rischi regolatori.
Cosa fare se sei un azionista di minoranza
La situazione del Ferretti Group non è isolata. Il tema degli azionisti di minoranza coinvolti in dispute tra grandi soci è ricorrente nella governance delle società quotate italiane, come si è visto anche nel caso della fusione MPS-Mediobanca, che ha sollevato analoghe domande sulla tutela dei piccoli investitori.
Se sei un azionista di minoranza in una situazione analoga, gli esperti legali consigliano di:
- Esercitare il diritto di voto — anche una piccola quota conta, specialmente quando la battaglia è aperta come nel caso Ferretti.
- Monitorare i comunicati CONSOB — ogni spostamento di quote rilevante viene notificato. Tenere aggiornati i propri dati di contatto con la società emittente è fondamentale per ricevere le convocazioni.
- Verificare se scatta l'OPA obbligatoria — se uno dei grandi soci dovesse superare il 30%, avrai il diritto di cedere le tue azioni allo stesso prezzo offerto agli altri.
- Consultare un avvocato societario — soprattutto se il valore del tuo investimento è significativo, una consulenza professionale può fare la differenza tra subire e agire.
Il caso Ferretti ricorda che nelle società quotate le battaglie tra grandi azionisti non sono solo una questione da addetti ai lavori: le loro conseguenze si riflettono direttamente sul valore delle azioni di tutti. Conoscere i propri diritti è il primo passo per difenderli.
