Il 1° agosto 2026, al Cardiff City Stadium, il centrocampista dell'AS Roma Muhammed Bah è uscito in barella al 26° minuto dell'amichevole estiva vinta dai gallesi per 4-1: trauma distorsivo al ginocchio destro, il secondo grave infortunio alla stessa articolazione in due anni. Una scena straziante che ha riacceso un interrogativo fondamentale per chiunque pratichi sport in Italia — professionisti o dilettanti: chi risponde legalmente quando ci si fa male in una partita amichevole?
La notizia: Bah fuori in barella, Roma ko 4-1
Gasperini schierava una formazione mista per la quarta amichevole pre-campionato dei giallorossi. Al 26', Bah — classe 2007, uno dei talenti più promettenti della rosa romanista — ha tentato di pressare il portiere avversario Nathan Trott, è caduto in modo scomposto sulla gamba d'appoggio e ha afferrato immediatamente il ginocchio destro con entrambe le mani. Sostituito da Mannini, è uscito dal campo su una barella, in lacrime. Gli esami preliminari hanno evidenziato un trauma distorsivo al ginocchio destro; ulteriori accertamenti clinici sono stati programmati nelle ore successive per quantificare l'entità reale del danno.
La sconfitta per 4-1 — con la doppietta di Ashford, i gol di Salech e Tanner, e Paulo Dybala in gol ma anche con un rigore sbagliato — è passata in secondo piano rispetto all'apprensione per le condizioni del giovane centrocampista. Quello di Cardiff è già il secondo grave infortunio allo stesso ginocchio per Bah: la prima volta risale all'estate 2024, nei primissimi giorni di ritiro. L'AS Roma attende ora la diagnosi definitiva con l'esordio in Serie A 2026-27 — contro la Fiorentina — sempre più vicino.
L'analisi legale: in un'amichevole, chi è responsabile?
Quando un professionista si infortuna in una partita ufficiale, il quadro normativo è relativamente chiaro: il contratto di lavoro sportivo — regolato dalla Legge n. 91/1981 e successive modifiche — impone al club l'obbligo di assicurare il giocatore contro gli infortuni per tutta la durata del rapporto, incluso il periodo di pre-campionato. Ma in un'amichevole estiva disputata all'estero, le cose si complicano notevolmente.
Responsabilità del club organizzatore. Secondo le linee guida FIFA e le normative locali vigenti nel Paese ospitante, il club che organizza un'amichevole deve garantire condizioni di gioco sicure: manto erboso in buono stato, presenza di personale medico qualificato, e copertura assicurativa per gli atleti ospiti. Se la caduta di Bah fosse stata causata da un difetto del campo o da un'inadeguata organizzazione sanitaria, il Cardiff City potrebbe essere chiamato a rispondere civilmente.
Il nodo Brexit e la copertura territoriale. Per le partite disputate nel territorio britannico, i contratti di lavoro sportivo e le polizze assicurative italiane non si applicano automaticamente come in Europa. Dall'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, la copertura infortuni non si trasferisce d'ufficio nelle due giurisdizioni: è necessaria una specifica estensione di polizza o una polizza ad hoc per le trasferte extra-UE, come stabilito dall'Accordo di Commercio e Cooperazione UE-UK. L'AS Roma, come tutti i club italiani che giocano amichevoli in UK, è tenuta a verificare questa copertura prima di ogni trasferta.
Le clausole "amichevole" nei contratti professionistici. I contratti dei calciatori professionisti prevedono spesso clausole che regolano la partecipazione alle partite pre-stagionali: il giocatore è in linea di principio obbligato a partecipare, ma il club deve garantirgli protezione assicurativa piena in ogni circostanza, anche nelle amichevoli non ufficiali.
Il caso del dilettante: cosa cambia se giochi in una polisportiva
La storia di Bah tocca anche milioni di italiani che ogni settimana scendono in campo con le maglie di ASD, polisportive e squadre aziendali. Il profilo assicurativo, in questo contesto, è spesso sottovalutato. Le variabili decisive sono due: la tessera federale e il tipo di partita.
Scenario concreto: l'infortunio in un'amichevole non autorizzata
Marco ha 31 anni e gioca come centrocampista in una squadra di Terza Categoria iscritta alla FIGC. La sua ASD ha regolarmente versato il contributo federale per la stagione 2025-26, che comprende la copertura infortuni della Federazione per le partite di campionato e le amichevoli ufficialmente registrate sul portale FIGC.
Il 18 luglio 2026, la squadra disputa un'amichevole estiva contro un club amico, convocata via WhatsApp e non comunicata né alla FIGC né all'ufficio di presidenza. Al 40° minuto, Marco subisce una distorsione grave al ginocchio sinistro: rottura del legamento crociato anteriore. Operazione e sei mesi di stop.
Se la partita non era autorizzata dalla FIGC, la polizza federale non scatta. Il danno stimato: 7.000-11.000 euro tra intervento artroscopico, fisioterapia e controlli specialistici, a cui si aggiunge l'eventuale perdita di reddito per i mesi di inabilità lavorativa se Marco svolge un'attività fisica.
Chi paga? In assenza di registrazione federale, le opzioni residue sono:
- Una polizza integrativa stipulata dalla ASD che copra anche le partite non ufficiali (rara, ma esistente)
- Una polizza infortuni personale di Marco con copertura sportiva estesa
- La responsabilità civile dell'organizzatore, se si prova un difetto del campo o una negligenza nell'organizzazione della partita (art. 2050 del Codice Civile sulle attività pericolose, che inverte l'onere della prova)
La differenza è concreta e immediata: per una partita di campionato regolarmente iscritta, la FIGC prevede indennizzi per inabilità temporanea e contributi per le spese mediche documentate. Per una partita amichevole non registrata, l'indennizzo è pari a zero, a prescindere dalla gravità dell'infortunio.
Le implicazioni pratiche per i tesserati italiani
Il caso Bah evidenzia quanto il profilo assicurativo sia sottovalutato anche nello sport dilettantistico italiano. Secondo i dati CONI, circa 18 milioni di italiani praticano sport in modo continuativo, di cui oltre 4 milioni tesserati con federazioni sportive nazionali affiliate al CONI. Ma la quota di chi verifica effettivamente i dettagli della propria copertura prima di scendere in campo è, secondo le stime degli operatori del settore assicurativo, ancora molto bassa.
I rischi più frequenti segnalati dagli avvocati specializzati in diritto sportivo:
- Amichevoli informali non registrate: come nel caso di Marco, nessuna copertura FIGC se la partita non compare nel portale federale
- Cambio di club o categoria a stagione in corso: se non si riverifica il tesseramento, possono emergere buchi nella copertura
- Infortuni in allenamento vs. partita: alcune polizze standard coprono solo le gare ufficiali, escludendo le sessioni di allenamento libero
- Trasferte all'estero: anche per dilettanti, le partite in UK o in Paesi extra-SEE richiedono una verifica specifica della validità territoriale della polizza
Per approfondire i propri diritti in quanto tifoso o atleta iscritto a un club italiano, può essere utile leggere cosa prevede la legge italiana per i tifosi abbonati in caso di annullamento o modifica delle partite.
Cosa fare se ti infortuni durante un'amichevole
Prima azione — documentazione immediata: fotografa il campo, raccogli le testimonianze dei compagni e ottieni un referto medico che riporti data, dinamica dell'infortunio e prima diagnosi. Questi elementi sono fondamentali in caso di contestazione assicurativa o azione legale.
Seconda azione — verifica la copertura entro 72 ore: contatta la tua ASD o la segreteria federale per sapere se la partita era registrata e se la polizza copre l'infortunio subito. I termini per la denuncia del sinistro alla FIGC sono generalmente di cinque giorni dall'evento; oltre questo limite, il diritto al rimborso decade automaticamente.
Terza azione — consulta un avvocato sportivo: se la copertura federale non si applica, un professionista esperto di diritto sportivo può valutare la responsabilità civile dell'organizzatore della partita o del proprietario dell'impianto. In Italia, l'art. 2050 del Codice Civile — che regola le attività pericolose — può applicarsi anche alle partite organizzate in modo non professionale, spostando l'onere della prova a carico di chi ha organizzato l'evento. Un consulto tempestivo è essenziale anche per rispettare i termini di prescrizione: in materia di responsabilità extracontrattuale, si tratta generalmente di cinque anni.
Rivolgiti a un avvocato specializzato in diritto sportivo su Expert Zoom per capire in modo rapido e chiaro se hai diritto a un indennizzo e nei confronti di chi agire — prima che i termini inizino a decorrere in modo irreversibile.
Disclaimer: questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale. Per valutare la propria situazione specifica, è necessario rivolgersi a un professionista abilitato.

Sofia Gallo