Scerni, morto alla cantina sociale San Panfilo: cosa succede ora e quali tutele hanno i lavoratori stagionali

Cisterne in acciaio in una cantina sociale abruzzese all'alba, con segnaletica di sicurezza

Crediti fotografici

6 min di lettura 15 ottobre 2026

Giovedì 15 ottobre 2026, nelle prime ore del mattino, un giovane lavoratore è morto alla cantina sociale San Panfilo di Scerni, in provincia di Chieti. Secondo ANSA aveva 23 anni, secondo Zonalocale 21, e stava lavorando con un macchinario: le cause sono ancora in corso di accertamento.

Cosa si sa finora e cosa no

Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e carabinieri. Secondo Zonalocale, la pm Silvia Di Nunzio coordina gli accertamenti e la salma sarà trasferita all'obitorio di Chieti per l'autopsia. Per ANSA il giovane era uno studente universitario, probabilmente impiegato come lavoratore stagionale durante la vendemmia.

Le fonti non concordano sull'età e nessuna descrive con certezza la dinamica. Per questo conviene fermarsi ai fatti verificati e non formulare ipotesi sulle cause: sarà l'inchiesta a chiarirle.

Il sindaco di Scerni, Daniele Carlucci, ha annunciato il lutto cittadino per il giorno dei funerali e ha invitato la comunità a evitare giudizi sommari. Il presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, ha parlato della tutela della vita dei lavoratori come "priorità assoluta e irrinunciabile".

La domanda che molti si pongono: cosa succede ora, sul piano legale?

Quando un lavoratore muore, la procura apre di regola un fascicolo. L'autopsia, il sequestro dell'area o del macchinario e l'acquisizione dei documenti aziendali servono a ricostruire l'accaduto.

Se emergono violazioni delle norme di sicurezza, scatta l'ipotesi di omicidio colposo aggravato. L'articolo 589, secondo comma, del codice penale prevede la reclusione da due a sette anni quando la morte deriva dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni.

Il fascicolo non coinvolge solo le persone. Con il decreto legislativo 231/2001, articolo 25-septies, anche la società o la cooperativa può rispondere dell'illecito, se il modello organizzativo non ha prevenuto il rischio. In questi casi la sanzione pecuniaria va da 250 a 500 quote, ciascuna tra 258 e 1.549 euro: da 64.500 a 774.500 euro circa.

Un'iscrizione nel registro degli indagati, di solito, è un atto dovuto per permettere le verifiche con garanzie di difesa. Non equivale a una condanna.

Il lavoro stagionale in cantina: quali tutele valgono davvero

La vendemmia concentra in poche settimane molti contratti a termine, spesso di giovani e studenti. Le tutele, però, sono le stesse dei lavoratori stabili: il decreto legislativo 81/2008 non fa distinzioni di durata.

All'inizio del rapporto il datore di lavoro deve garantire formazione e informazione. L'Accordo Stato-Regioni del 2011 prevede almeno 4 ore di formazione generale e una formazione specifica da 4 a 12 ore, in base al rischio dell'attività.

Il documento di valutazione dei rischi deve poi considerare le attività tipiche di una cantina: macchine per la pigiatura e il travaso, lavaggio dei serbatoi, movimentazione di carichi. Per le attività in ambienti confinati, come le vasche, esiste una disciplina specifica con procedure e qualificazione delle imprese (DPR 177/2011).

Anche chi lavora poche settimane ha diritto a dispositivi di protezione, a una persona di riferimento e a istruzioni scritte. Un contratto breve non riduce nessun obbligo.

Cantine sociali e cooperative: chi risponde di cosa

La cantina sociale è una cooperativa di viticoltori. Chi vi lavora può essere un socio, un dipendente fisso o un avventizio assunto per la raccolta, e la posizione cambia a seconda dei casi.

Il datore di lavoro, in senso legale, è chi ha la responsabilità dell'organizzazione e i poteri decisionali. Nelle cooperative può essere il presidente del consiglio di amministrazione, un direttore o un dirigente delegato. Esistono anche il responsabile del servizio di prevenzione e il preposto, che vigila sul rispetto delle procedure.

Per questo le indagini, in genere, ricostruiscono l'organigramma della sicurezza: chi aveva redatto il documento di valutazione dei rischi, chi aveva assegnato le mansioni, chi controllava. I tempi sono lunghi: tra l'apertura del fascicolo e un eventuale rinvio a giudizio possono passare molti mesi, a volte più di un anno.

Il caso concreto: uno studente di 22 anni e sei settimane di vendemmia

Prendiamo uno scenario ipotetico, costruito per chiarire i meccanismi. Marco, 22 anni, studente di Chieti, firma un contratto a termine di sei settimane per 40 ore settimanali presso una cantina sociale. Il primo giorno viene messo al lavaggio dei serbatoi dopo una breve spiegazione verbale di dieci minuti.

Se Marco non ha ricevuto le 4 ore di formazione generale più quella specifica prima di iniziare, l'azienda ha già violato un obbligo documentabile. Questo vale anche se non succede nulla: una verifica dello SPRESAL (il servizio di prevenzione delle ASL) o dell'Ispettorato del lavoro può contestarlo.

Se invece Marco subisce un infortunio, scatta la tutela dell'INAIL: indennizzo per l'inabilità e cure. In caso di morte, la rendita ai superstiti spetta al coniuge, ai figli e, a certe condizioni di vivenza a carico, ai genitori. Per un giovane senza famiglia propria, la platea dei beneficiari è quindi più limitata.

A questo si aggiunge l'azione civile verso il datore di lavoro per il danno non coperto dall'INAIL, il cosiddetto danno differenziale. L'articolo 2087 del codice civile obbliga l'imprenditore ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità del lavoratore. La responsabilità è di natura contrattuale e il termine di prescrizione ordinario è di dieci anni; per l'azione dei familiari come vittime indirette si applicano regole diverse e talvolta più brevi, fino a cinque anni.

La conseguenza pratica: se Marco o la sua famiglia aspettano senza raccogliere documenti, contratto, buste paga e messaggi di servizio, anni dopo diventa molto più difficile provare cosa è stato davvero fatto per la sua sicurezza.

Un punto spesso trascurato riguarda il lavoro degli studenti. Chi lavora durante gli studi mantiene gli stessi diritti di chiunque altro: contratto scritto comunicato prima dell'inizio, orario rispettato, riposi e retribuzione conforme al contratto collettivo dell'agricoltura. Se manca anche solo uno di questi elementi, la posizione può indicare un rapporto irregolare, e le conseguenze per l'azienda si aggravano.

Cosa fare se sei un lavoratore stagionale o un familiare

Chi lavora in cantina durante la vendemmia può fare alcune verifiche semplici. Conservare il contratto e le buste paga, chiedere per iscritto l'attestato di formazione, annotare turni e mansioni effettive.

Se manca la formazione o ti vengono assegnati compiti pericolosi senza istruzioni, puoi segnalarlo al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, al sindacato o al servizio SPRESAL della tua ASL. Segnalare non ti espone a conseguenze: il rifiuto di svolgere un'attività in condizioni di pericolo grave e immediato è tutelato dalla legge.

I familiari di una vittima di infortunio mortale devono invece muoversi presto su tre fronti: seguire il procedimento penale e valutare la costituzione di parte civile, presentare la richiesta all'INAIL nei termini, e quantificare con un professionista il danno non coperto. Le prestazioni e le condizioni di accesso sono descritte sul sito dell'INAIL.

Quando rivolgersi a un avvocato

Un legale esperto in diritto del lavoro e in infortuni può leggere le carte dell'inchiesta, calcolare i danni risarcibili e coordinare azione penale, civile e pratica INAIL. Per i familiari, conta soprattutto non perdere i termini e non firmare quietanze senza aver capito cosa si rinuncia a chiedere.

Per orientarti sui diritti dopo un infortunio mortale puoi leggere anche cosa spetta alla famiglia dopo la morte di un 18enne sul lavoro a Orotelli e quando risponde il datore di lavoro negli incidenti con i trattori.

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Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce la consulenza di un avvocato. Le informazioni sull'episodio di Scerni si basano su fonti giornalistiche del 15 ottobre 2026 e possono cambiare con l'evolvere dell'inchiesta.

Crediti fotografici : Questa immagine è stata generata dall'intelligenza artificiale.

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