Cane con la rabbia a Vittorio Veneto: obbligo di vaccinazione e cosa fare se il tuo animale è stato esposto

Veterinario somministra vaccino antirabico a un cane

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Giulia Giulia RossiAnimali e Veterinari
4 min di lettura 30 maggio 2026

Un cane portato illegalmente dal Marocco è stato soppresso il 29 maggio 2026 a Vittorio Veneto, in provincia di Treviso, dopo che l'Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha confermato la diagnosi di rabbia. L'animale, di razza mista, era stato importato in Italia clandestinamente mesi fa al seguito di un viaggio turistico di un familiare della proprietaria. Undici persone sono già state sottoposte a profilassi post-esposizione, e il Comune ha emesso un'ordinanza che impone la vaccinazione di tutti i cani e i gatti della città — circa 5.000 animali.

Cosa è successo esattamente a Vittorio Veneto

Il cane ha manifestato una sintomatologia nervosa compatibile con la rabbia ed è stato portato in una clinica veterinaria di Vittorio Veneto, nella frazione di San Giacomo di Veglia. I veterinari dell'Ulss 2 Marca Trevigiana hanno immediatamente attivato le indagini epidemiologiche, mentre il campione biologico veniva inviato all'Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie. La conferma della diagnosi è arrivata in giornata.

Il cane è stato soppresso lo stesso 29 maggio, per motivi di sicurezza sanitaria. I cinque o sei cani che avevano avuto contatti con l'animale nelle ultime settimane sono stati posti in isolamento in strutture sanitarie, dove resteranno sotto osservazione per circa sei mesi.

La campagna di vaccinazione obbligatoria

L'AULSS 2 e il Comune di Vittorio Veneto hanno disposto una campagna di vaccinazione straordinaria. Tutti i proprietari di cani e gatti residenti nel territorio comunale sono tenuti a presentarsi presso i centri veterinari autorizzati per far vaccinare i propri animali.

Secondo quanto indicato dall'AULSS 2 nel comunicato ufficiale del 29 maggio 2026, gli animali da vaccinare sono circa 4.400 cani e 1.000 gatti. L'ordinanza comunale rende la vaccinazione obbligatoria: i proprietari che non rispettano l'obbligo possono essere soggetti a sanzioni amministrative.

Perché la rabbia è tornata in Italia

L'Italia è ufficialmente indenne dalla rabbia autoctona dal 1997. Ma il rischio di reintroduzione attraverso animali importati illegalmente da Paesi endemici — tra cui il Marocco, l'Algeria, la Tunisia e diversi Paesi dell'Est Europa — è reale e monitorato costantemente, come ricorda l'Istituto Superiore di Sanità nella sua pagina dedicata alla rabbia.

In questo caso, l'animale è stato introdotto nel territorio italiano senza i documenti richiesti dalla normativa europea per i movimenti di animali da compagnia: passaporto veterinario, microchip, vaccinazione antirabica certificata e, per i Paesi terzi ad alto rischio, titolazione anticorpale. Chi importa un animale domestico dall'estero senza rispettare queste procedure commette un'infrazione e può essere responsabile delle conseguenze sanitarie.

Cosa fare se il tuo cane o gatto potrebbe essere stato a contatto con animali sospetti

Se il tuo animale ha avuto contatti con cani o gatti randagi, con animali provenienti dall'estero non vaccinati, o con animali di cui non conosci lo stato sanitario, contatta immediatamente il tuo veterinario di fiducia. In caso di sospetta esposizione alla rabbia:

  1. Non toccare le ferite senza protezione — la rabbia si trasmette attraverso il morso o il contatto di saliva infetta con mucose o ferite aperte
  2. Isola l'animale potenzialmente esposto e contatta il servizio veterinario dell'Ulss di competenza
  3. Non aspettare i sintomi — la profilassi post-esposizione funziona solo se somministrata entro un certo lasso di tempo dall'esposizione
  4. Segnala il caso alle autorità sanitarie veterinarie locali

Per le persone che abbiano avuto contatto diretto con l'animale infetto, la profilassi post-esposizione (PEP) con vaccino antirabico umano è efficace e va eseguita quanto prima in un pronto soccorso o in un centro di riferimento per le malattie infettive.

Importare un animale dall'estero: le regole che molti ignorano

Il caso di Vittorio Veneto è un esempio di quello che può accadere quando si trasportano animali da Paesi terzi senza rispettare le procedure previste dall'Unione Europea. Molti viaggiatori, soprattutto durante vacanze in Africa del Nord o in Medio Oriente, acquistano o raccolgono cuccioli di strada senza rendersi conto delle implicazioni sanitarie e legali.

Per portare un animale domestico da un Paese extraeuropeo in Italia è obbligatorio:

  • Microchip ISO 11784/11785 applicato da un veterinario certificato
  • Vaccinazione antirabica valida, eseguita dopo l'inserimento del microchip
  • Titolazione anticorpale (test sierologico per rabbia), richiesta per i Paesi classificati come ad alto rischio, tra cui il Marocco
  • Periodo di attesa di 3 mesi dal risultato favorevole della titolazione prima dell'ingresso in UE
  • Passaporto veterinario UE o certificato sanitario ufficiale del Paese di origine

Chi aggira queste norme non solo rischia sanzioni penali, ma mette a rischio la salute pubblica di intere comunità, come dimostra l'episodio di Vittorio Veneto.

L'obbligo di vaccinare: quando scatta e cosa rischi se non lo fai

La vaccinazione antirabica del cane è obbligatoria in determinate regioni italiane e nei periodi di emergenza sanitaria, come nel caso di Vittorio Veneto. In via ordinaria, molti proprietari la considerano facoltativa — ma questo è un errore che può avere conseguenze gravi, non solo sul piano della salute pubblica, ma anche su quello legale.

In caso di morso da parte di un cane non vaccinato che risulti successivamente affetto da rabbia, il proprietario può essere ritenuto responsabile dei danni causati sia agli altri animali sia alle persone colpite. La responsabilità civile per danni causati dagli animali è regolata dall'art. 2052 del Codice Civile italiano, che prevede una responsabilità presunta in capo al proprietario, salvo la prova del caso fortuito.

Un medico veterinario può aiutarti a valutare il piano vaccinale corretto per il tuo animale, tenendo conto delle normative regionali, dei viaggi previsti all'estero e dello stato di salute dell'animale. Non aspettare un'emergenza per aggiornare i documenti del tuo cane o gatto.

Nota: Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un medico veterinario. In caso di sospetta esposizione alla rabbia, contatta immediatamente il servizio veterinario della tua Ulss.

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