Palermo è rimasta di nuovo al buio. Martedì 21 luglio 2026, con il termometro fermo sui 42 gradi, un vasto blackout ha spento intere zone della città: dal centro di piazza Castelnuovo e via Libertà fino ai quartieri nord come Arenella, Cruillas e Pallavicino. Enel attribuisce le interruzioni alle temperature record, con i cavi «messi a dura prova dal caldo intenso», come riportato dall'ANSA. In alcune strade dell'Arenella la corrente è mancata per giorni interi.
Quando la luce va via il pensiero corre al frigorifero e al condizionatore spenti. Ma il momento più pericoloso per i tuoi apparecchi non è il blackout: è l'istante in cui la corrente torna. Il ritorno improvviso dell'energia genera spesso un picco di tensione (uno «sbalzo») che può friggere le schede elettroniche di TV, computer, frigoriferi e climatizzatori. Ecco cosa spiega un tecnico dell'elettronica di consumo su come proteggere i dispositivi durante l'ondata di blackout che sta colpendo Palermo.
Perché il ritorno della corrente è più rischioso del blackout
Un'interruzione lascia semplicemente gli apparecchi senza alimentazione. Il problema nasce alla riattivazione della rete: la tensione può risalire in modo brusco e superare per una frazione di secondo i 230 volt nominali del sistema domestico italiano. Questo picco, chiamato sovratensione transitoria, colpisce soprattutto gli alimentatori switching di televisori, decoder, router e computer, e i circuiti di controllo di elettrodomestici moderni come frigoriferi inverter e condizionatori.
Il caldo aggrava tutto. Le batterie di condensatori e i motori dei compressori lavorano già al limite con 42 gradi in casa; una sovratensione su un componente surriscaldato ha molte più probabilità di provocare un guasto definitivo. Non è raro che, dopo una serie di blackout come quella palermitana, i centri di assistenza registrino un'ondata di frigoriferi e climatizzatori con la scheda di potenza bruciata.
Le tre mosse durante il blackout
La regola d'oro di ogni tecnico è semplice: se sei in casa quando salta la corrente, stacca le spine.
- Scollega gli apparecchi di valore. TV, computer fissi, console, decoder e caricabatterie andrebbero staccati dalla presa, non solo spenti. Un dispositivo in stand-by resta collegato alla rete e vulnerabile al picco di ritorno.
- Non riaccendere tutto insieme. Quando la corrente torna, aspetta qualche minuto e riattiva un elettrodomestico alla volta. L'accensione simultanea di più carichi crea un ulteriore stress sulla rete già instabile.
- Occhio al frigorifero. Il compressore non va riavviato subito dopo l'arresto: molti modelli hanno una protezione interna, ma sui frigoriferi più datati conviene attendere una decina di minuti prima di reinserire la spina, per non danneggiare il motore.
Ciabatte e stabilizzatori: cosa serve davvero
Non tutte le prese multiple proteggono. Una ciabatta comune distribuisce solo la corrente. Serve invece una ciabatta con protezione da sovratensione (indicata come SPD o «surge protector»), che assorbe i picchi prima che raggiungano l'apparecchio. Per computer e apparecchiature sensibili, un gruppo di continuità (UPS) offre una doppia sicurezza: mantiene l'alimentazione qualche minuto durante il blackout, il tempo di salvare i dati e spegnere correttamente, e filtra le variazioni di tensione al ritorno.
Chi vive in zone soggette a interruzioni ripetute, come oggi accade all'Arenella, può valutare uno stabilizzatore di tensione per il condizionatore o per l'impianto d'ingresso. È un investimento che un tecnico può dimensionare in base ai carichi di casa, evitando sia soluzioni sottodimensionate sia acquisti inutilmente costosi.
Cosa fare se un apparecchio si è già guastato
Se al ritorno della corrente un dispositivo non si riaccende, non insistere premendo più volte il tasto di accensione: potresti peggiorare il danno. Stacca la spina e verifica prima il salvavita e i fusibili del quadro. Se il problema è nell'apparecchio, un centro di assistenza può stabilire se si tratta di un fusibile interno o dell'alimentatore, spesso riparabile a costi contenuti, o della scheda madre, per cui va valutata la convenienza rispetto alla sostituzione.
Conserva scontrini e prova d'acquisto: se il guasto rientra nella garanzia legale di due anni prevista per i beni di consumo, potresti avere diritto alla riparazione gratuita. Documenta inoltre con foto e note la data e l'ora del blackout.
I tuoi diritti quando la corrente manca troppo a lungo
Oltre alla protezione tecnica, esistono tutele economiche. L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) prevede indennizzi automatici a favore dei clienti domestici quando l'interruzione supera le soglie di durata fissate: l'importo viene riconosciuto direttamente in bolletta senza bisogno di richiesta, e cresce con il protrarsi del disservizio. Le regole e le soglie aggiornate sono consultabili sul sito ufficiale dell'Autorità, arera.it.
Per i danni agli apparecchi causati da anomalie della rete, invece, la strada è il reclamo al distributore locale: conviene inviarlo per iscritto allegando la documentazione del guasto e l'orario dell'interruzione. Un elettricista o un tecnico dell'elettronica può redigere una perizia utile a sostenere la richiesta.
Un'emergenza che rischia di ripetersi
Con le ondate di calore sempre più intense, la rete elettrica del Sud Italia è destinata a essere messa alla prova ogni estate. Proteggere i propri dispositivi non è più una precauzione per pochi: è una scelta di buon senso che costa poche decine di euro in ciabatte protette e può salvare elettrodomestici da centinaia. Se hai dubbi su quale protezione installare o su come valutare un apparecchio guasto dopo i blackout di questi giorni, un tecnico dell'elettronica di consumo può darti una risposta rapida e su misura, evitando spese inutili e nuovi guai al prossimo ritorno di corrente.

Emma Marino