Matteo Berrettini ha eliminato Daniil Medvedev al secondo turno del Rolex Monte-Carlo Masters con un netto 6-0, 6-0 in appena 50 minuti. Medvedev — numero 3 del mondo — ha rotto la racchetta per la frustrazione già nel secondo set. Una sconfitta storica che riporta al centro un tema spesso ignorato: cosa ci insegna il tennis professionistico sulla prevenzione degli infortuni per chi gioca nel weekend?
Medvedev sulla terra: una storia di difficoltà fisiche e mentali
Il 6-0 6-0 subito da Medvedev a Monte Carlo non è una sorpresa per chi conosce il suo rapporto con la terra rossa. La superficie rallenta la palla e richiede movimenti laterali rapidi, un carico muscolare specifico su glutei, quadricipiti e stabilizzatori del ginocchio che differisce notevolmente dall'hard court. Medvedev lo sa: ha vinto a Roma in passato, ma fatica a mantenere la costanza sul rosso.
Cosa ha fatto scattare la frustrazione al punto da rompere la racchetta? Probabilmente la somma di tensione muscolare, movimento inefficiente sulla terra e la pressione di giocare contro un italiano galvanizzato dal pubblico del Principato. Il Principato di Monaco accoglie il torneo ATP Masters 1000 dall'8 al 12 aprile 2026.
Cosa impara un tennista amatore da questa partita
I tennisti amatori guardano le partite dei professionisti per ispirazione, ma raramente per prevenzione. Eppure le informazioni più utili sono proprio lì.
Il cambio di superficie è tra le prime cause di infortuni nel tennis amatoriale italiano. Passare dall'indoor (sintetico o parquet) alla terra rossa di primavera cambia il punto di appoggio, il carico sul tallone e la stabilità della caviglia. Senza adattamento progressivo, il rischio di distorsioni e tendiniti si moltiplica.
Secondo i dati della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), gli infortuni più frequenti nei tennisti amatori di età superiore ai 35 anni sono:
- Tendinite del gomito (gomito del tennista, o epicondilite laterale): colpisce il 40-50% dei giocatori amatoriali nel corso della carriera
- Distorsione della caviglia: aumenta del 35% nella fase di transizione tra superfici
- Lesioni al menisco: legate alla scivolata tipica della terra rossa eseguita senza preparazione
Il segnale di Medvedev — la rabbia, la racchetta rotta — è anche un segnale fisiologico: un atleta che non gestisce la tensione muscolare accumula microlesioni che peggiorano con ogni set.
Quando il dolore è un segnale da non ignorare
Sul campo, molti giocatori amatori tendono a "giocare attraverso il dolore". Una scelta comprensibile ma spesso controproducente.
Un medico dello sport può distinguere tra:
- Dolore da affaticamento muscolare (normale dopo uno sforzo): si risolve con riposo e stretching progressivo
- Dolore da infiammazione tendinea (tendinite, tendinosi): richiede fisioterapia specifica, a volte onde d'urto o infiltrazioni
- Dolore da lesione strutturale (rottura parziale del legamento, strappo muscolare): necessita di imaging diagnostico (ecografia, risonanza magnetica) e protocollo di recupero guidato
Un errore frequente è trattare una tendinosi come un semplice affaticamento, continuando ad allenarsi e aggravando irreversibilmente il tendine. Berrettini stesso ha perso due stagioni per infortuni ricorrenti prima di imparare a gestire i carichi di lavoro con il supporto di uno staff medico dedicato.
Il ruolo del medico sportivo: non solo per i professionisti
In Italia, il medico dello sport è spesso percepito come una figura riservata agli atleti professionisti. In realtà, è una figura fondamentale per chiunque pratichi sport con regolarità — anche due volte a settimana.
Un consulto con un medico sportivo può includere:
- Valutazione funzionale della postura e dell'equilibrio muscolare (spesso asimmetrico nei tennisti, per via del lato dominante)
- Test di resistenza cardiovascolare prima di aumentare l'intensità degli allenamenti
- Piano di prevenzione personalizzato: esercizi di propriocezione per la caviglia, rafforzamento degli stabilizzatori del ginocchio, stretching eccentrico per il tendine d'Achille
- Monitoraggio dei carichi: fondamentale nella fase di ripresa dopo infortuni o dopo un'estate di inattività
La stagione su terra rossa — da Monte Carlo a Roma al Roland Garros — è appena cominciata. È il momento migliore per prendersi cura del corpo prima che sia costretto a farlo.
Disclaimer: Questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere medico. Per qualsiasi problema fisico, consulta un medico dello sport o un professionista sanitario qualificato.
Come prepararsi fisicamente per la stagione su terra rossa
La primavera è il momento più rischioso per i tennisti amatori in Italia. Dopo mesi di indoor — o peggio, di inattività invernale — ci si ritrova sui campi in terra rossa del circolo con l'entusiasmo di chi vuole recuperare il tempo perduto. Risultato: i tendini e i legamenti pagano il prezzo di questo entusiasmo mal gestito.
Un protocollo di preparazione progressiva per la terra rossa dovrebbe prevedere:
Settimana 1-2 (adattamento): Sessioni brevi (45-60 minuti), con attenzione ai movimenti laterali. Esercizi di stabilizzazione della caviglia fuori dal campo (tavola propriocettiva, esercizi su superfici instabili).
Settimana 3-4 (intensificazione controllata): Aumento graduale del volume di gioco. Inclusione di sessioni di riscaldamento dinamico specifiche per la terra rossa (scivolate progressive, cambi di direzione a velocità controllata).
Manutenzione: Un giocatore che pratica tennis due-tre volte a settimana dovrebbe includere almeno una sessione settimanale di rinforzo muscolare mirato (glutei, core, polpacci) per compensare i carichi asimmetrici del tennis.
Berrettini come esempio di gestione del recupero
Matteo Berrettini è diventato, suo malgrado, un simbolo di come la gestione degli infortuni possa fare o disfare una carriera. Dopo anni di stop per infortuni al braccio, alla schiena e alla coscia, il tennista romano ha imparato a collaborare con il suo staff medico in modo strutturato — riducendo i carichi, personalizzando il programma di allenamento, affidandosi a specialisti in medicina dello sport.
Il risultato è visibile: un 6-0 6-0 contro il numero 3 del mondo su terra rossa. Non è solo tecnica — è un corpo che funziona bene perché è stato curato bene.
Qualunque sia il vostro livello, la lezione è la stessa: un medico dello sport non è una figura di emergenza. È un professionista da consultare prima che il dolore si manifesti, per costruire una carriera sportiva — anche amatoriale — che duri nel tempo.
