Anziana elegante che discute le disposizioni anticipate di trattamento con il suo medico in uno studio medico a Bari

Barbara Bouchet in 'Finale: Allegro': il film sull'amore a 82 anni che ci insegna a pianificare la nostra salute futura

4 min di lettura 25 marzo 2026

Il 24 marzo 2026, Barbara Bouchet ha presentato il suo nuovo film «Finale: Allegro» al Bari International Film & TV Festival. A 82 anni, l'attrice interpreta Karina, una musicista anziana che affronta temi di amore, libertà e scelte di fine vita. «Il film mi ha dato l'opportunità di crescere come persona e attrice, di interpretare qualcuno della mia età che può vivere come sceglie e amare chi vuole», ha dichiarato Bouchet il 24 marzo 2026 ad ASKAnews. Un racconto potente che riapre il dibattito italiano su un diritto fondamentale: decidere della propria salute quando non si è più in grado di farlo.

«Finale: Allegro»: di cosa parla il film?

«Finale: Allegro» è diretto da Emanuela Piovano e uscirà nelle sale italiane il 9 aprile 2026. Il film affronta temi complessi e spesso taciuti nella società italiana: l'amore omosessuale in tarda età, la libertà di scelta individuale e l'eutanasia. Barbara Bouchet ha scelto di partecipare proprio per il coraggio dei temi trattati, dichiarando di identificarsi con il personaggio di Karina come «donna libera».

In un'intervista a Leggo del 22 marzo 2026, l'attrice ha rivelato di aver già scelto la canzone per il suo funerale, affrontando con serenità la propria mortalità. «Sono pronta a trovare un nuovo amore a 82 anni», ha detto, aggiungendo che la convivenza non fa per lei. Un approccio alla vita che rispecchia una generazione di anziani italiani sempre più consapevoli dei propri diritti.

Cosa sono le DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento)?

Il film tocca un argomento che interessa milioni di italiani: cosa succede quando non siamo più in grado di esprimere le nostre volontà mediche? In Italia, la risposta legale si chiama DAT – Disposizioni Anticipate di Trattamento, introdotte dalla Legge 219/2017.

Le DAT permettono a ogni persona maggiorenne e capace di intendere di:

  • Rifiutare trattamenti medici specifici – anche se salva-vita – in caso di malattia terminale o stato di incoscienza
  • Nominare un fiduciario che possa dialogare con i medici in nome proprio
  • Indicare le proprie preferenze su nutrizione artificiale, ventilazione meccanica, rianimazione

Le DAT devono essere redatte per atto pubblico notarile, per scrittura privata autenticata, o consegnate all'Ufficio di Stato Civile del proprio Comune. Vengono inserite nel Registro Nazionale delle DAT del Ministero della Salute.

Quanti italiani hanno già redatto le DAT?

Secondo i dati del Ministero della Salute, al 2025 oltre 230.000 italiani avevano depositato le proprie Disposizioni Anticipate di Trattamento. Un numero ancora molto basso rispetto alla popolazione adulta di circa 50 milioni di persone.

Le ragioni di questa scarsa adozione sono molteplici: scarsa informazione, barriere burocratiche, reticenza culturale. Eppure l'assenza di DAT può creare situazioni drammatiche per le famiglie, che si trovano a dover prendere decisioni difficilissime senza conoscere la volontà del proprio caro.

Il ruolo del medico di fiducia nelle scelte di fine vita

Le DAT non operano da sole: richiedono un dialogo costante tra il paziente, il suo fiduciario e i professionisti sanitari. Il medico curante ha l'obbligo di rispettare le DAT, salvo casi eccezionali documentati in cartella clinica. Questo significa che avere un medico di fiducia che conosce le proprie volontà è fondamentale.

Le buone pratiche raccomandate dai medici di medicina generale:

  • Parlare delle proprie preferenze con il medico di base prima di essere in una situazione di emergenza
  • Revisionare le DAT periodicamente – le volontà possono cambiare nel tempo
  • Comunicare con i familiari – il fiduciario designato deve sapere cosa fare e dove trovare i documenti
  • Considerare la pianificazione anticipata di cura (PAC), un percorso che va oltre le DAT e include conversazioni approfondite con il team sanitario

Invecchiare bene: prevenzione e salute dopo i 70 anni

Barbara Bouchet è un esempio di invecchiamento attivo: a 82 anni recita, partecipa a conferenze sul benessere e mantiene una vita sociale ricca. Il 7 marzo 2026 ha partecipato come relatrice al XXI Convegno di Medicina del Benessere «Obiettivo Benessere 2026» a Roma, dove è stata anche giurata del «Premio Nutrigusto».

La scienza della medicina dell'invecchiamento – o gerontologia – ci insegna che la qualità della vita nella terza e quarta età dipende in larga misura dalle scelte fatte nei decenni precedenti: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, vita sociale attiva, monitoraggio delle patologie croniche. Ma dipende anche dalla capacità di pianificare la propria salute futura, incluse le scelte di fine vita.

Un medico specialista in geriatria può aiutare a costruire un piano di salute personalizzato per la terza età: dalla gestione delle terapie croniche alla redazione di DAT consapevoli, fino alla prevenzione dei grandi sindomi geriatrici (cadute, decadimento cognitivo, depressione).

Un film che ci invita a parlare di ciò che evitiamo

«Finale: Allegro» arriva nelle sale il 9 aprile 2026 con un messaggio potente: è possibile invecchiare in modo consapevole, libero e dignitoso. Barbara Bouchet dimostra con la sua vita e il suo lavoro che parlare di morte non è tabù, ma un atto di rispetto verso se stessi e i propri cari.

Se non hai ancora redatto le tue DAT o vuoi capire meglio i tuoi diritti in materia di salute e fine vita, ExpertZoom ti mette in contatto con medici e specialisti disponibili per una consulenza. La pianificazione anticipata è un atto di cura, non di resa.

Nota: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza medica o legale. Per informazioni sulle DAT, rivolgiti al tuo medico curante o a uno specialista.

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