Armoni Brooks ha fatto sognare i tifosi milanesi per un'intera stagione. L'ala americana, autore di una prestazione straordinaria nelle LBA Finals 2026, è stato eletto MVP della serie finale che ha visto l'EA7 Emporio Armani Milano conquistare il 32° Scudetto della propria storia. Eppure, a pochi giorni dalla festa, arriva la notizia del suo trasferimento all'ASVEL Villeurbanne, in Francia. Il caso Brooks non è solo sportivo: accende i riflettori su una questione fondamentale per ogni atleta professionista straniero che lavora in Italia — e poi decide di andarsene.
Il trionfo di Brooks e il 32° Scudetto di Milano
Nelle LBA Finals 2026 contro la Reyer Venezia, Armoni Brooks ha viaggiato a una media di 15,5 punti per partita, risultando il giocatore più decisivo della serie. I suoi canestri hanno guidato l'EA7 verso il titolo, conquistandogli il premio di MVP della finale. Una stagione, quella 2025-26, che lo ha visto dominare anche in regular season e nella Coppa Italia, dove ha ricevuto analoghi riconoscimenti individuali. Ora, secondo le ultime notizie, il giocatore ha scelto l'ASVEL Villeurbanne per la prossima stagione, aprendo un nuovo capitolo europeo della sua carriera.
Atleti stranieri e contratti in Italia: un mercato in espansione
Il percorso di Brooks — dall'NBA alla Serie A italiana, e poi alla Francia — è sempre più comune nel basket europeo moderno. L'Eurolega attrae giocatori da tutto il mondo, e le squadre di LBA come Olimpia Milano offrono contratti in euro con residenza fiscale in Italia per l'intera durata dell'accordo. Il mercato internazionale dei giocatori professionisti in Italia riguarda discipline che vanno dal basket al calcio, dal tennis al rugby: ogni anno centinaia di atleti stranieri firmano contratti con società italiane e si trovano a dover navigare un sistema fiscale complesso, spesso senza la giusta assistenza.
Giocare in Italia significa, per forza di cose, essere soggetti alla normativa fiscale italiana. E qui le regole sono precise — e spesso poco conosciute dagli atleti che non si avvalgono di un consulente patrimoniale dedicato.
Come viene tassato un atleta straniero che gioca in Italia
Quando un giocatore straniero firma un contratto con una squadra italiana e trasferisce la propria residenza fiscale nel Paese, entra nel sistema IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). I redditi da lavoro sportivo — compresi i contratti con le società di basket, calcio o tennis — sono soggetti alle aliquote ordinarie, che nel 2026 arrivano fino al 43% per i redditi superiori ai 50.000 euro annui.
Tuttavia, il legislatore italiano ha previsto agevolazioni significative per chi si trasferisce in Italia per motivi di lavoro. Il cosiddetto Regime Impatriati, disciplinato dall'articolo 5 del Decreto Legislativo n. 209/2023, consente ai lavoratori che trasferiscono la residenza fiscale in Italia di beneficiare di una riduzione dell'imponibile sul reddito da lavoro. Per gli atleti professionisti, il regime presenta caratteristiche specifiche che è essenziale valutare con il supporto di uno specialista.
Secondo quanto indicato dall'Agenzia delle Entrate, il beneficio è applicabile a soggetti che non siano stati residenti fiscalmente in Italia nei tre anni precedenti il trasferimento e che si impegnino a risiedere nel Paese per almeno quattro anni consecutivi. La percentuale di reddito esclusa dall'imposizione varia in base alla situazione personale del contribuente.
Regime Impatriati nello sport: opportunità e vincoli
Per gli atleti stranieri che arrivano in Italia, il Regime Impatriati può rappresentare un'opportunità significativa di risparmio fiscale, ma la sua applicazione nello sport ha alcune specificità importanti. Il contratto deve essere stipulato con una società italiana, il giocatore deve trasferire la propria residenza anagrafica nel territorio nazionale, e l'attività deve essere svolta prevalentemente in Italia.
I controlli dell'Agenzia delle Entrate su questo regime sono diventati più frequenti negli ultimi anni, in particolare dopo alcune verifiche su atleti di alto profilo. È fondamentale che il giocatore — insieme alla propria squadra di gestione — rispetti tutti i requisiti formali e sostanziali per non rischiare accertamenti fiscali successivi alla fine del contratto.
Cosa succede quando l'atleta lascia l'Italia
Il trasferimento di Brooks all'ASVEL apre un capitolo che molti atleti affrontano con sorpresa: gli obblighi fiscali non si estinguono automaticamente con la fine del contratto in Italia. Se l'atleta ha usufruito del Regime Impatriati ma lascia l'Italia prima della scadenza del periodo minimo di permanenza (quattro anni), può essere tenuto a restituire i benefici fiscali ottenuti, con potenziali sanzioni e interessi.
Inoltre, i redditi percepiti in Italia — anche se il giocatore si è già trasferito all'estero — possono restare soggetti a tassazione italiana per il periodo in cui era residente fiscalmente nel Paese. La Convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Francia prevede regole specifiche per i redditi da lavoro sportivo, che rendono ancora più importante ottenere una consulenza esperta prima di siglare qualsiasi accordo di trasferimento.
Come dimostrano anche altri casi recenti legati ai grandi contratti del basket europeo — analizzati ad esempio nel contesto dei contratti NBA e le implicazioni patrimoniali per i giovani atleti — la pianificazione del patrimonio di un atleta professionista non riguarda solo la firma sportiva, ma l'intero ecosistema finanziario e fiscale costruito durante la carriera.
Perché un atleta straniero ha bisogno di un consulente patrimoniale
Il caso di Armoni Brooks è emblematico: un giocatore di altissimo livello, MVP in un campionato europeo di primo piano, che gestisce redditi significativi in più paesi e in valute diverse. Senza una consulenza patrimoniale specializzata, il rischio di perdere parte del proprio guadagno in tasse mal gestite — o di incorrere in sanzioni per adempimenti fiscali mancati — è concreto e sottovalutato.
Un consulente patrimoniale esperto in materia sportiva può aiutare a:
- Verificare l'applicabilità del Regime Impatriati e le condizioni per mantenerlo
- Pianificare l'ottimizzazione fiscale nel pieno rispetto della normativa vigente
- Gestire le convenzioni contro la doppia imposizione nei trasferimenti internazionali
- Proteggere il patrimonio accumulato durante gli anni di carriera attraverso strumenti di investimento e previdenza complementare
Che si tratti di un campione NBA arrivato in LBA o di un giovane talento che firma il primo contratto con una squadra europea, la gestione professionale del patrimonio fa la differenza tra una carriera finanziariamente solida e una serie di errori fiscali difficili da correggere.
Nota: Le informazioni contenute in questo articolo hanno carattere informativo generale. Per qualsiasi decisione fiscale o patrimoniale si raccomanda di rivolgersi a un professionista qualificato che valuti la situazione individuale.

Alessandro Conti