Nell'aprile 2026, Antonio Cassano ha nuovamente fatto discutere tutta l'Italia del calcio. Ospite fisso di Viva el Futbol, il programma online seguito da milioni di tifosi, l'ex attaccante di Inter e Milan ha attaccato Alessandro Bastoni, difensore dell'Inter, affermando che «non è un giocatore da grande club, non sa marcare e perde troppo tempo sui social invece di allenarsi». Le dichiarazioni sono arrivate nei giorni successivi alla sconfitta dell'Inter nel derby di Milano — 3-2 per il Milan — e alla squalifica rimediata da Bastoni nelle qualificazioni ai Mondiali 2026. Il presidente dell'Inter, Beppe Marotta, ha difeso pubblicamente il giocatore. Ma la polemica ha già raggiunto i titoli di tutti i principali media sportivi italiani.
Critiche in diretta: effetti reali sulla psicologia degli atleti
Quello che appare come una normale dialettica del mondo del calcio — opinionisti che attaccano, campioni che si difendono — nasconde un fenomeno con implicazioni psicologiche molto concrete. Le ricerche nel campo della psicologia dello sport documentano da anni come le critiche pubbliche, soprattutto se veicolate da ex professionisti con autorità percepita, abbiano un impatto misurabile sulle performance e sul benessere degli atleti.
Uno studio pubblicato sul Journal of Applied Sport Psychology ha rilevato che gli atleti esposti a critiche ripetute da parte di media o figure del settore mostrano un aumento del 30-40% dei livelli di cortisolo (ormone dello stress) nelle settimane successive, con un calo misurabile della qualità del sonno e della concentrazione durante l'allenamento. Non è un fenomeno che riguarda solo i campioni: colpisce anche gli sportivi amatoriali, i ragazzi nelle accademie di calcio e i giovani atleti di ogni disciplina.
Cassano e Bastoni: il contesto di una critica virale
Alessandro Bastoni ha 24 anni e gioca nell'Inter da quando ne aveva 18. Nonostante sia considerato uno dei difensori italiani più promettenti della sua generazione — e sia già nel mirino del Barcellona per il mercato estivo 2026 — si trova esposto a critiche pubbliche da parte di Cassano che, pur essendo ritirato dal calcio giocato dal 2017, mantiene una piattaforma mediatica amplificata dalla rete.
Il meccanismo psicologico che si innesca in questi casi è noto: la critica proveniente da chi ha vissuto dall'interno l'esperienza sportiva professionale ha un peso simbolico maggiore rispetto a quella di un giornalista esterno. L'atleta non può ignorarla facilmente perché proviene da «uno di loro». Questo fenomeno è amplificato ulteriormente dall'architettura dei social media, dove i commenti negativi raggiungono l'atleta direttamente, senza filtri.
Le variabili psicologiche in gioco
I medici dello sport e gli psicologi clinici che lavorano con atleti professionisti identificano tre aree di vulnerabilità particolarmente critiche in questi contesti:
1. Identità atletica e autocritica Gli atleti che costruiscono la propria identità quasi esclusivamente attorno alla performance sportiva sono più vulnerabili alle critiche esterne. Quando la critica colpisce la competenza tecnica («non sa marcare»), tocca il nucleo della loro autostima. Questo può tradursi in over-training compensatorio, infortuni da sovraccarico o, al contrario, in apatia e calo di motivazione.
2. Ansia da performance e rimuginio La critica pubblica genera spesso un ciclo di rimuginio che interferisce con la concentrazione durante la gara. Il fenomeno è documentato: si chiama «paralisi da analisi» (analysis paralysis) e colpisce in modo sproporzionato atleti ad alto rendimento già in stato di stress da competizione.
3. Utilizzo difensivo dei social media La critica di Cassano includeva un attacco all'uso dei social da parte di Bastoni. Questo tipo di accusa ha un doppio effetto: spinge l'atleta sia a difendere pubblicamente la propria gestione della presenza digitale, sia a interrogarsi sull'impatto che essa ha sulla percezione dei suoi datori di lavoro e dei tifosi. Il risultato è spesso un aumento dell'ansia, non una riduzione.
Quando l'atleta ha bisogno di supporto professionale
Il calcio italiano ha fatto passi avanti sul fronte della salute mentale degli atleti: la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) ha integrato il supporto psicologico nei programmi di sviluppo delle accademie giovanili, e diverse Serie A hanno stabilizzato la presenza di psicologi dello sport nei propri staff tecnici. Tuttavia, molto dipende ancora dall'iniziativa individuale dei club e, soprattutto, dalla disponibilità degli atleti stessi a cercare aiuto.
I segnali che indicano la necessità di una consultazione con uno specialista in psicologia dello sport o con un medico sportivo includono:
- Calo inspiegabile della performance nonostante l'allenamento regolare
- Disturbi del sonno persistenti (difficoltà ad addormentarsi o risvegli frequenti prima delle gare)
- Irritabilità, isolamento sociale o sbalzi d'umore marcati
- Pensieri intrusivi o rimuginio costante su critiche ricevute
- Perdita di piacere nell'attività sportiva
Questi sintomi, se prolungati oltre le 2-3 settimane, meritano una valutazione clinica. Ignorarli non porta al «rafforzamento mentale» invocato da molti allenatori tradizionali, ma aumenta il rischio di burnout sportivo — una condizione riconosciuta dall'OMS nella classificazione ICD-11 come sindrome occupazionale.
Salute mentale e sport: non solo per i professionisti
Il caso Cassano-Bastoni catalizza l'attenzione del pubblico, ma la psicologia dello sport non riguarda solo il calcio di Serie A. I meccanismi di pressione mediatica, di critica pubblica e di ansia da performance si replicano — in scala ridotta, ma con impatto non inferiore — nel calcio dei ragazzi, nel nuoto agonistico, nelle arti marziali e in ogni disciplina in cui la valutazione esterna è parte del percorso.
Genitori, allenatori e atleti di qualsiasi livello che riconoscono segnali di disagio psicologico legati alla pratica sportiva possono trovare supporto attraverso un medico dello sport o uno psicologo clinico specializzato in performance. Secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, circa il 35% degli atleti agonistici italiani dichiara di aver sofferto di almeno un episodio di ansia correlata alla performance nel corso della propria carriera — un dato che suggerisce quanto il tema sia diffuso e quanto il tabù intorno al chiedere aiuto sia ancora presente.
Su Expert Zoom puoi trovare medici dello sport e specialisti in psicologia clinica disponibili per consulenze online o in presenza, con esperienza nel supporto a sportivi di ogni livello.
Nota YMYL: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo divulgativo e non sostituiscono una diagnosi o una consulenza medica. In caso di difficoltà psicologiche persistenti, rivolgiti a un professionista della salute mentale.

Anna Conti