Amianto ad Amantea, sequestrati 60.000 mq: cosa fare se vivi vicino a un sito contaminato

Area industriale abbandonata con coperture in Eternit sequestrata dalla Guardia di Finanza ad Amantea
5 min di lettura 12 maggio 2026

L'8 maggio 2026, la Guardia di Finanza di Amantea — coordinata dalla Procura della Repubblica di Paola — ha eseguito il sequestro preventivo di un'area industriale abbandonata di oltre 60.000 metri quadri, rinominata "Operazione Silentium". Il motivo del provvedimento: la presenza di più di 1.000 metri quadri di coperture in Eternit — cemento-amianto — in avanzato stato di deterioramento. L'ARPACAL (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente della Calabria) e l'ASP locale hanno confermato sul posto il rischio immediato per la salute pubblica: le fibre di amianto si stavano disperdendo nell'aria. La notizia, partita da Amantea, ha raggiunto le prime pagine nazionali — e ha riacceso una domanda fondamentale: cosa deve fare chi vive vicino a un sito con amianto?

Cos'è l'Eternit e perché è pericoloso

L'amianto, noto anche come asbesto, è un minerale silicatico usato in edilizia per decenni per le sue proprietà isolanti e ignifughe. L'Eternit è il nome commerciale del cemento-amianto, comunemente usato per coperture e pannelli. In Italia, la Legge 257/1992 ne ha vietato la produzione, commercializzazione e utilizzo. L'Istituto Superiore di Sanità (ISS) fornisce informazioni aggiornate sui rischi per la salute e i registri epidemiologici nazionali.

Il pericolo dell'amianto non risiede nel materiale integro, ma nel friabile: quando le fibre si deteriorano si liberano nell'aria e possono essere inalate. Le conseguenze sulla salute sono gravi e spesso a lungo termine:

  • Mesotelioma pleurico: tumore raro e aggressivo della pleura (rivestimento polmonare), quasi esclusivamente correlato all'esposizione all'amianto
  • Asbestosi: malattia fibrotica cronica del polmone
  • Carcinoma polmonare: il rischio è fino a 5 volte superiore nei soggetti esposti, con ulteriore moltiplicazione in caso di fumo di sigaretta
  • Tumori peritoneali e del pericardio: meno frequenti, ma documentati

La caratteristica più insidiosa di queste patologie è la latenza: i sintomi possono manifestarsi anche 30-40 anni dopo l'esposizione. Questo significa che migliaia di italiani esposti negli anni '70 e '80 stanno ancora sviluppando queste malattie oggi.

Cosa dice la legge sulla bonifica

In Italia, la responsabilità della rimozione dell'amianto è disciplinata dalla Legge 257/1992 e dal D.M. 6 settembre 1994. I punti chiave:

  • I proprietari di immobili con coperture in cemento-amianto sono obbligati a segnalare la presenza alle ASL e a pianificare la bonifica quando il materiale è in stato di deterioramento
  • La valutazione dello stato di conservazione dell'Eternit deve essere effettuata da un tecnico abilitato, che produce un certificato di ispezione (tecnicamente: un report di valutazione della friabilità)
  • Se il materiale è classificato come "friabile" o in deterioramento avanzato, il proprietario è obbligato a procedere alla bonifica entro i tempi stabiliti dall'ASL locale
  • I lavori di rimozione possono essere eseguiti solo da imprese specializzate e abilitate, iscritte all'Albo Gestori Ambientali per i rifiuti di amianto (Cat. 10A/10B)

Chi non rispetta questi obblighi rischia sanzioni penali: l'art. 51 del D.Lgs. 81/2008 prevede l'arresto fino a 6 mesi o l'ammenda fino a 6.400 euro per i datori di lavoro che non adottano le misure di prevenzione.

Chi paga la bonifica?

Questa è la domanda che spaventa di più i proprietari di immobili. La risposta dipende dalla situazione:

  • Proprietario privato: è tenuto a sostenere i costi di bonifica del proprio immobile. Non esistono incentivi fiscali specifici per la rimozione dell'amianto nelle abitazioni private (a differenza di quanto avviene per le ristrutturazioni edilizie in generale con il bonus casa)
  • Area industriale abbandonata: come nel caso di Amantea, se il sito è sotto sequestro e il proprietario è indagato, i costi di bonifica possono essere messi a carico del responsabile nell'ambito del procedimento penale
  • Sito di interesse nazionale (SIN): per alcune aree altamente contaminate classificate come SIN, lo Stato può intervenire direttamente o attraverso accordi di programma con le Regioni
  • Risarcimento per danni alla salute: chi ha sviluppato una malattia asbesto-correlata (mesotelioma, asbestosi) in seguito a esposizione professionale può richiedere l'indennizzo all'INAIL e, in parallelo, avviare un'azione civile di risarcimento danni contro il datore di lavoro o il proprietario dell'immobile responsabile

La complessità del quadro normativo rende spesso necessaria la consulenza di un avvocato specializzato in diritto ambientale o danno da amianto. Su ExpertZoom puoi trovare professionisti con esperienza specifica in questi contenziosi.

Cosa fare se vivi vicino a un sito con amianto

Se nella tua zona è stata segnalata la presenza di amianto — o se hai dubbi sulla copertura del tuo edificio — segui questi passi:

  1. Non intervenire da solo: la rimozione fai-da-te è illegale e pericolosa. Le fibre liberate durante una rimozione improvvisata possono contaminare un'area molto ampia
  2. Contatta l'ASL locale: segnala la presenza e richiedi un'ispezione. L'ASL ha l'obbligo di intervenire
  3. Fai valutare il rischio da un tecnico abilitato: il professionista eseguirà il test di friabilità e produrrà la relazione tecnica necessaria per qualsiasi intervento successivo
  4. Monitora la tua salute: se sei stato esposto ad amianto per periodi prolungati (soprattutto in ambito lavorativo), informa il tuo medico di base. Esistono programmi di sorveglianza sanitaria specifici per i lavoratori ex-esposti
  5. Tieni la documentazione: in caso di futuro contenziosa legale (risarcimento danni, responsabilità del proprietario), avere documentazione della segnalazione e delle date è fondamentale

La polemica politica ad Amantea

Dopo l'Operazione Silentium, il gruppo consiliare di opposizione "Amantea città libera" ha richiesto trasparenza su altri due edifici pubblici presenti nel centro abitato: l'Ex-Pretura e l'Ex-Mameli, un edificio scolastico. Secondo i consiglieri di minoranza, entrambe le strutture presentano criticità simili a quelle dell'area sequestrata, e la cittadinanza avrebbe diritto a sapere se sono state condotte ispezioni e con quali risultati.

La questione tocca un nervo scoperto: gli edifici pubblici con coperture in amianto sono un problema diffuso in tutta Italia, spesso gestito con lentezza burocratica. Secondo i dati del Registro Nazionale dei Mesoteliomi (ReNaM), la Calabria è tra le regioni italiane con i tassi più elevati di incidenza del mesotelioma, in parte a causa della presenza storica di attività industriali che hanno fatto largo uso di amianto.

Dove cercare supporto professionale

Affrontare una situazione legata all'amianto — che si tratti di bonifica di una proprietà, di una malattia asbesto-correlata o di una controversia legale — richiede competenze specifiche che non tutti i professionisti possiedono. Le figure più utili in questi casi sono:

  • Medico pneumologo o oncologo: per valutare i rischi sulla salute dopo un'esposizione accertata o sospetta
  • Avvocato specializzato in diritto ambientale: per gestire contenziosi con enti pubblici, proprietari irresponsabili, o per richiedere risarcimenti
  • Avvocato del lavoro: per le pratiche INAIL di indennizzo in caso di malattia professionale

Su ExpertZoom puoi mettere in contatto con professionisti specializzati che possono valutare gratuitamente la tua situazione in un primo colloquio.


Questo articolo ha scopo informativo. In caso di esposizione a sostanze pericolose o controversie legali, rivolgersi a professionisti qualificati. I dati sanitari contenuti in questo articolo fanno riferimento a fonti scientifiche e istituzionali.

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